Football Cover: La bagarre per il terzo posto. Sorprese e delusioni
21/01/2015 | 13:20:00

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Siamo giunti al termine del girone d’andata e si possono trarre le prime credibili considerazioni in ottica terzo posto. Se la Juventus con un vantaggio di 5 punti sulla Roma pare aver incanalato la stagione nel migliore dei modi verso il quarto scudetto consecutivo, senza dimenticare però la lunghezza del campionato e lo scontro diretto all’Olimpico, per l’ultimo posto Champions stiamo assistendo ad una emozionante bagarre.
La principale candidata continua ad essere probabilmente il Napoli, vista la caratura dell’organico e l’esperienza internazionale di molti elementi, ma finora la squadra di Benitez ha palesato la consueta incostanza in termini di rendimento e risultati, alternando grandi prove contro avversari di pari, o superiore livello a punti persi malamente per strada in sfide sulla carta abbordabili. Nella Capitale i partenopei si sono resi protagonisti di una grande reazione, una prova d’orgoglio da tenere presente con la massima attenzione. Espugnare l’Olimpico contro una Lazio di tale livello costituisce sempre un’autentica impresa, riscattando la recente e rocambolesca sconfitta casalinga contro la Vecchia Signora.
Dal canto suo la Lazio ha perso sicuramente un’ottima chance per allungare sulle rivali. L’assenza di Felipe Anderson si è sentita eccome nell’economia del gioco biancoceleste, Parolo e Cavanda hanno provato a rispondere all’imprendibile Higuain, ma la mira non è stata quella dei giorni migliori. I 2-2 subiti in rimonta contro Inter e Roma iniziano a pesare, andando a vanificare almeno in parte il netto 3-0 rifilato alla Sampdoria. Ed ecco arrivati ai blucerchiati, la vera sorpresa, la formazione meritevole della copertina di metà stagione.
Record di punti, imbattibilità casalinga, due sole sconfitte subite in trasferta, vittoria nel derby, l’unica formazione ad aver raccolto punti in campionato allo Juventus Stadium nel 2014. Sono soltanto alcuni dei dati che rendono l’idea della straordinaria stagione fin qui disputata dalla Sampdoria di Sinisa Mihajlovic. Tanti si domandavano come la squadra avrebbe gestito il contraccolpo post cessione Gabbiadini e come la società si sarebbe mossa sul mercato per non far rimpiangere la partenza del proprio gioiello. Si è risposto con i fatti sia sul campo, 6 punti sui 9 disponibili, che a livello operativo. Joaquin Correa rappresenta un importante investimento in prospettiva, 8 milioni che potranno valere oro in ottica futura. L’affare Muriel ha rischiato di diventare una telenovela, la trattativa ha avuto esito positivo, la Sampdoria dovrà attenderlo un mese, ma sa di essersi aggiudicata un potenziale top player. Il colpaccio Eto’o si commenta da solo, gli anni possono passare, ma la classe resta. Parliamo di un fenomeno e alla Sampdoria può far solo che comodo.
E le altre pretendenti al terzo posto? La Fiorentina non si è contraddistinta per continuità di rendimento, ma ha avuto la qualità e la forza per restare agganciata al treno che conta. Il pareggio interno con l’Empoli e l’inatteso k.o. di Parma sembravano aver portato i viola in un limbo dal quale l’uscita diventava sempre più complicata. Montella ha trovato il bandolo della matassa, ha gestito in maniera esemplare l’organico a propria disposizione, caricandolo e non consentendo perdite in termini di consapevolezza dei propri mezzi. In due settimane la Fiorentina è tornata prepotentemente in corsa per il terzo posto: un sofferto successo con il Palermo e il blitz al fotofinish sul campo del Chievo costituiscono la possibile svolta stagionale. Diamanti può rivelarsi un autentico valore aggiunto nella seconda parte di stagione, ma risulteranno decisive le scelte di mercato relative al parco attaccanti. L’appuntamento con un bomber abituato ad andare in doppia cifra non può più essere rimandato.
Mentre il Genoa pare aver rallentato la propria corsa avendo raccolto soltanto 2 punti nelle ultime 5 gare e in attesa delle operazioni di mercato per il reparto offensivo finalizzate a colmare l’infortunio di Matri e la cessione di Pinilla, le vere delusioni sono le formazioni milanesi. Sotto la guida di Roberto Mancini l’Inter sta provando a recuperare il terreno perduto. Sotto il profilo delle prestazioni non sempre la squadra ha convinto, l’esempio di Empoli è emblematico, ma complessivamente si iniziano a toccare con mano l’impronta del tecnico sulla mentalità della squadra e sensibili miglioramenti in termini di gioco. Il pareggio conquistato allo Juventus Stadium e la convincente vittoria interna con il Genoa confermano i passi in avanti di una formazione ancora lontana dal terzo posto, ma in grado di tornare pienamente in gioco, facendo leva anche sulle qualità dei nuovi arrivati Podolski e Shaqiri, oltre alla voglia di riscatto di Palacio.
Sull’altra sponda milanese invece regna la fitta nebbia. Ne parlavamo circa un mese fa su queste pagine, i 4 punti ottenuti con Napoli e Roma davano respiro alla classifica, rappresentavano fonte di entusiasmo e alimentavano le possibilità di una progressiva ripresa, ma dovevano sempre essere valutati tenendo ben presenti le difficoltà in quel momento vissute dagli avversari e le lacune tuttora presenti nell’organico rossonero. Il Milan ha continuato recentemente a rafforzare, o rinnovare il reparto avanzato, tra prime punte, fantasisti, ali offensive, seconde punte, continuando a dimenticare come alle spalle dei giocatori offensivi le problematiche fossero ben visibili sotto gli occhi di tutti. Da anni i rossoneri hanno bisogno come il pane di difensori centrali all’altezza, terzini affidabili in grado di svolgere adeguatamente la duplice fase di spinta e in primis di copertura, elementi con qualità tecniche e visione di gioco nel cuore del centrocampo. I k.o. casalinghi con Sassuolo e Atalanta sono pericolosi campanelli d’allarme, dinanzi ai quali non si può più andare avanti come nulla fosse.
Diego Anelli Direttore www.sampdorianews.net