Football Cover: Empoli, la scommessa Giampaolo porta dividendi

25/11/2015 | 15:50:00

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La rubrica dedicata ai personaggi, ai momenti, agli episodi del nostro calcio

 

Senza più il maestro Sarri che si è portato dietro il prezioso Hysaj e il cervello Valdifiori, senza Rugani, Sepe e Vecino ritornati alle rispettive case madri, il futuro nel breve termine dell’Empoli sembrava un enorme punto interrogativo. Non nascondiamolo, la scelta di affidare in estate la guida tecnica a Giampaolo, reduce da una lunga serie di esoneri, aveva suscitato perplessità in gran parte degli addetti ai lavori, sulla carta non appariva l’uomo giusto per gestire la brillante e pesante eredità di Maurizio Sarri, uno dei profili più ambiti in tutta Italia.

 

Il mercato peraltro non aveva aiutato, pochi movimenti, alcune lacune non colmate, ma un’operazione azzeccatissima e super conveniente, il riscatto di Riccardo Saponara, con il placet di un Milan incredibilmente d’accordo a privarsi di uno dei migliori talenti nostrani in circolazione. Nelle ultime settimane di mercato il Ds Carli ha piazzato colpi fondamentali per riassestare la rosa e aumentare il livello di imprevedibilità offensiva. Costa voglioso di riscatto dopo la sfortunata esperienza di Parma rappresenta un’intelligente operazione a parametro zero, puntare sul talento e la voglia di esplodere nel calcio che conta dei vari Paredes e Livaja può apparire rischioso, ma è altamente intrigante.

 

L’inizio di stagione sembrava confermare i dubbi e lo scetticismo estivo, non mancavano i gufi in attesa del nuovo esonero di Giampaolo per la serie “ve l’avevamo detto”, invece il campo li ha prontamente smentiti. I toscani, dopo un rendimento altalenante fatto di exploit vedi Udine e capitomboli casalinghi ad esempio con l’Atalanta, hanno trovato l’assetto migliore, un 11 di base con alcuni elementi pronti ad alternarsi ai titolari e a subentrare efficacemente a partita in corso. Il pesante k.o. nell’autentico scontro diretto di Frosinone, aggravato dall’espulsione di Saponara, sembrava la goccia capace di far traboccare il vaso in una fase delicata del torneo.

 

Proprio in quel momento è però tornato d’attualità il Giampaolo dei brillanti tempi di Siena quando sembrava cosa fatta il suo prestigioso trasferimento alla Vecchia Signora, o del gioco champagne di Ascoli. Pur dovendo fare i conti per alcune giornate con l’assenza del giocatore più talentuoso, la guida tecnica è riuscita a ritrovare il bandolo della matassa, ha preso in pugno la squadra, riportandola a fare punti e raggiungendo tale obiettivo tramite il bel gioco. Cosa impressiona maggiormente dell’Empoli capace di giocare a memoria è la personalità, la maturità e la forza di imporre la propria identità anche in trasferta, spesso e volentieri su campi assai ostici. Ne sanno qualcosa Sampdoria, Palermo e Fiorentina, con gli azzurri capaci di portare a casa ben 5 punti, non solo fondamentali per la corsa salvezza, ma simbolo di un potenziale di collettivo in crescendo, ottimo segnale per il futuro a medio termine.

 

La frase fatta “si vive di rendita dalla gestione Sarri” non è più di moda, questa è un’altra squadra, sempre adepta alla filosofia del bel gioco, ma in buona parte caratterizzata dalla presenza di altri interpreti. Molti degli elementi cardine si sono trasferiti altrove, si è dovuto ricostruire quasi daccapo un giocattolo che incantava, ma nulla pare cambiato. Dopo essere stata la prima squadra a  negare alla Sampdoria la gioia dei 3 punti casalinghi e aver realizzato il blitz alla Favorita, abbiamo ammirato al Franchi un Empoli al limite della perfezione per 45′, contro la squadra etichettata come la miglior formazione in Italia in termini di gioco espresso.

 

La rimonta viola firmata da Kalinic non deve assolutamente rappresentare una mezza sconfitta, anzi, l’Empoli esce dal Franchi a testa alta, magari con qualche rimpianto, ad esempio per il rigore non assegnato a Saponara e qualche chance sprecata per chiudere definitivamente la pratica, ma con la consapevolezza di aver intrapreso la miglior strada possibile per raggiungere la seconda salvezza consecutiva senza il patema di attendere l’ultima giornata. Secondo alcuni addetti ai lavori non avrebbe dovuto vedere il panettone nemmeno con il binocolo, invece Giampaolo si sta meritatamente togliendo importanti soddisfazioni, senza proclami né rivincite pubbliche, sta continuando a mantenere giustamente un profilo basso, fa parlare il campo, l’Empoli si esprime con il bel gioco, fraseggi palla a terra, verticalizzazioni, la fantasia di Saponara, il rendimento di Maccarone che sembra vivere una seconda giovinezza, la compattezza del reparto difensivo e la capacità di tramutare esterni offensivi o fantasisti in ottimi interpreti in mediana.

 

Riuscire a far coesistere i gioiellini Zielinski, Paredes come centrali di centrocampo, oltre a Saponara ad agire da trequartista alle spalle di Maccarone e Pucciarelli o Livaja, oppure sulla linea offensiva per comporre il tridente costituisce una grande impresa tattica, testimonianza dell’enorme duttilità della rosa, nella quale ogni elemento mette a disposizione del collettivo il talento, la qualità, la gioventù, l’esperienza, la voglia di recuperare il terreno perduto, la smania di esplodere. Tutti per uno, uno per tutti. Tutti quanti ad applaudire un Empoli consapevole di dover percorrere ancora numerosi km per raggiungere l’obiettivo finale, ma già capace di dimostrare come la Toscana del bel calcio non sia esclusivamente colorata di viola.

 

Diego Anelli Direttore www.sampdorianews.net