Football Cover: Eder show. C’è chi lo scopre adesso…

03/04/2015 | 19:30:00

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La rubrica dedicata ai personaggi, ai momenti, agli episodi del nostro calcio

 

Il nostro movimento calcistico denota lacune, problematiche e crisi di lunga data aggravate da fallimenti, penalizzazioni e vicende giudiziarie, ma sono altri gli argomenti ai quali non si perde occasione di dedicare pagine intere sull’online e carta stampata, ad esempio la tematica degli oriundi. Questa settimana è stata la volta di Martins Eder e Franco Vazquez, critiche rivolte quasi coprendosi gli occhi per non guardare cosa da anni succede in altri paesi europei, ad esempio Germania e Svizzera, da sempre anni luce più avanti di noi, perdendo per strada la presunta memoria da elefanti nel tentativo di non ricordare gli oriundi dalla conquista della Coppa del Mondo nel 2006 in poi.

 

Una constatazione in particolare mette in risalto la strana concezione calcistica regnante nel nostro Paese. Non si è mai parlato così approfonditamente di Martins Eder, serviva la convocazione in azzurro come oriundo per farlo scoprire ai presunti esperti calcistici, peccato però che il sabato precedente aveva steso con un siluro su punizione, un incredibile mix di precisione e potenza, l’Inter, superando un fenomeno del calibro di Handanovic con un bolide imparabile e cancellando forse definitivamente le residue speranze europee neroazzurre.

 

Una rete di splendida fattura che ha consentito alla Sampdoria di volare in classifica al quarto posto, staccando Napoli e Fiorentina, bissando l’exploit realizzato il lunedì precedente all’Olimpico contro la Roma. Mihajlovic è tra gli allenatori più ambiti in vista della prossima stagione, Muriel non è ancora al 100% della condizione fisica ma ha già incantato con tre goal e giocate da grande talento, Eto’o non è il giocatore a fine carriera etichettato da parte della stampa al momento dell’arrivo a Genova, resta piuttosto un fenomeno in grado di consentire alla Sampdoria il definitivo salto di qualità, con un’encomiabile umiltà nel mettersi a disposizione del gruppo.

 

A gennaio la Sampdoria si è rafforzata nonostante la cessione di Manolo Gabbiadini che ha lasciato la squadra senza alternative pronte nell’immediato per alcune settimane, ma in tanti, in troppi non hanno dato il giusto peso, l’adeguata importanza al valore e al ruolo di Martins Eder nello scacchiere tattico blucerchiato. Sembrano passati anni luce dai tempi nei quali se ne parlava un gran bene come prolifico bomber tra i cadetti, quando Empoli e Frosinone gongolavano per l’estrema facilità nel raggiungere e superare quota 20 tra i marcatori. A Brescia e a Cesena ha riscontrato difficoltà ad adattarsi alla massima serie, scarsa continuità di impiego, un complicato feeling con il goal e qualche acciacco fisico di troppo.

 

Ha dovuto richiamarlo tra i cadetti mister Iachini per rigenerare la Sampdoria e le sue qualità. Un’avventura iniziata tre anni fa, caratterizzata da un inarrestabile crescendo. Non si è limitato a riportare i blucerchiati nella massima serie, ma è cresciuto, è migliorato a 360°, ha evidenziato grande attaccamento alla maglia e personalità caricandosi sulle spalle il peso dell’attacco e l’anima della squadra nei momenti di maggiore difficoltà, in particolare durante l’esperienza Delio Rossi e ad inizio della gestione Mihajlovic. Tecnica indiscutibile, rapidità inarrestabile, grande capacità di superare l’uomo e creare l’agognata superiorità numerica, prezioso assist man, enorme duttilità tattica nel ricoprire più ruoli offensivi, dando il meglio del proprio repertorio nella posizione di esterno, sempre pronto a sacrificarsi in copertura garantendo equilibrio alla squadra trasformandosi in centrocampista aggiunto.

 

Dalla scorsa stagione Eder ha compiuto l’ennesimo step nel proprio processo di crescita, migliorando sensibilmente sotto rete. Ai 12 sigilli dello scorso torneo il n°23 blucerchiato ha proseguito senza sosta, arrivando già a quota 9 a fine marzo, strappando applausi a scena aperta per un paio di marcature in particolare; la fuga per metà campo palla al piede contro la Fiorentina, il colpo di testa contro l’Empoli, il goal da cecchino nel derby e il siluro contro l’Inter di Roberto Mancini, il quale ha esternato il proprio pensiero contrario agli oriundi in azzurro, provando forse a far mettere in secondo piano le polemiche sul delicato momento della formazione neraozzurra fuori dall’Europa League e lontana da un piazzamento europeo.

 

Lo status di oriundo è stato però più rilevante rispetto al suo bagaglio tecnico-tattico affinchè si potesse parlare di lui, come già avrebbe invece meritato ampiamente per il rendimento in campo. Una decina di minuti messi a disposizione dal Ct Conte sono però bastati al blucerchiato per lasciare il segno, trovare la mattonella giusta e da posizione defilata indirizzare la sfera nell’angolino più lontano laddove nessun portiere potrà mai arrivare, evitando il k.o. contro la Bulgaria. A questo punto apriti cielo con le reazioni pro oriundi che prevalgono sui contrari, si assiste al proseguimento del dibattito, si attendono le reazioni di Conte e le parole a caldo di Martins Eder.

 

In pochi però hanno iniziato a soffermarsi sull’aspetto davvero prioritario su qualsiasi altra considerazione: il valore tecnico-tattico del n°23 blucerchiato, meritevole di ben superiori attenzioni nazionali anche a livello mediatico. Eder ha tutte le qualità per rivelarsi elemento assai utile anche in ottica azzurra, Conte ha spinto per la sua convocazione, ha creduto nelle sue qualità ed è stato il primo ad essere abbracciato al momento del goal, un momento di stima e riconoscenza. I media nazionali hanno finora ignorato a torto le qualità di uno straordinario attaccante moderno, dinanzi ai recenti goal realizzati in campionato e all’esordio con una rete gioiello in Nazionale le attenzioni e le avance delle big potrebbero diventare attualità.

 

Il diretto interessato ha però sempre manifestato la felicità nel restare alla Sampdoria, attendiamo il piazzamento finale in campionato e i progetti futuri della società, ma una cosa è certa: con questo Eder la Genova blucerchiata può davvero continuare a volare, con pieno merito e grande orgoglio nel poter vantare tra le proprie file un uomo e un giocatore di tale caratura.

 

Diego Anelli Diretttore www.sampdorianews.net