Football Cover: Carpi, il Castori bis è già da incorniciare

27/01/2016 | 17:45:00

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La rubrica dedicata ai personaggi, ai momenti, agli episodi del nostro calcio

 

Alzi la mano, con estrema sincerità, chi credeva davvero che il Carpi potesse davvero lottare per il raggiungimento dell’obiettivo salvezza quando nemmeno Sannino era riuscito a risollevare le sorti della formazione emiliana. Il mercato estivo si era praticamente rivelato un fallimento, quasi nessun elemento era riuscito ad incidere positivamente, fatta eccezione per Zaccardo Matos, oltre Borriello in determinate gare come ad esempio al Ferraris contro il Genoa, un successo che ha riacceso sotto la gestione Castori bis quella fiammella di speranza apparentemente spenta da mesi.

Il ritorno in panchina del principale artefice della storica promozione nel massimo palcoscenico è già riuscito in una grande impresa, fare quadrato, capire quali elementi potessero credere al suo fianco al raggiungimento della salvezza lottando dal primo all’ultimo minuto, fino al recupero della giornata conclusiva del torneo. Da quel momento il 90% dell’11 titolare è composto dallo zoccolo duro, dalla vecchia guardia, dal gruppo in grado di portare il Carpi al punto più alto della propria storia. Non si tratta di strategie finalizzate ad escludere a priori i volti nuovi arrivati in estate ci mancherebbe, mister Castori ha sempre fatto il bene del collettivo e non pone veti su alcun giocatore.

Probabilmente nel momento più buio della stagione ha semplicemente ricevuto segnali di reazione e la conferma di una più collaudata organizzazione tattica da parte degli elementi già in rosa la scorsa stagione, ma non possiamo non constatare come la campagna di rafforzamento estiva si sia rivelata un autentico flop. Molte operazioni, la maggior parte di contorno, non all’altezza della categoria, o comunque non adeguate in base alle esigenze dell’organico. Si è deciso di seguire una linea preferenziale con alcuni club di livello della massima serie, ma gli esuberi e profili reduci da lunghi periodi di inattività non hanno fornito il supporto atteso.

Alla fine dei conti il Carpi ha soltanto perso tempo, alla ricerca di un equilibrio mai raggiunto, con la speranza che i volti nuovi riuscissero ad ambientarsi all’identità tattica portata avanti da mister Castori. Nonostante il primo storico successo degli emiliani nel calcio che conta sia arrivato sotto la gestione Sannino, soltanto dal ritorno in panchina di Castori sono pervenuti concreti segnali di reazione. Gli avversari hanno dovuto cestinare lo status di “vittima sacrificale” e fare i conti con una formazione quadrata, gagliarda, determinata a non mollare un centimetro e pronta a sorprendere ancora.

Tre pareggi contro le big Milan, Lazio e Inter, i successi contro Genoa, Udinese e Sampdoria hanno riportato gli emiliani in piena lotta salvezza. Anche in occasione del pareggio conquistato in extremis a San Siro contro i neroazzurri grazie al diagonale di Lasagna, Belec ha dimostrato quanto sia importante poter vantare un elemento di sicuro affidamento tra i pali, le incertezze di chi lo ha preceduto nella prima parte di stagione sono ormai soltanto un lontano ricordo. Zaccardo guida con esperienza e personalità i protagonisti della promozione; daRomagnoli a Letizia, da Gagliolo a Pasciuti a segno in ogni categoria con la medesima casacca, da Bianco a Lollo, da Di Gaudio a Mbakogu passando per Lasagna, con il quale la matricola biancorossa ha scritto a San Siro una nuova pagina di storia.

Ogni partita è un’autentica battaglia, qualsiasi avversario è avvisato, il Carpi ci crede e ne ha tutte le ragioni, la salvezza resta un obiettivo non semplice da raggiungere, ma non più proibitivo come soltanto appariva due mesi or sono. I ragazzi e mister Castori hanno riacceso la speranza, a gennaio la società è andata alla ricerca di elementi con caratteristiche utili a colmare le lacune finora emerse e con la voglia di sfondare. Basta giocatori esperti o mentalmente fuori dal progetto, le operazioni Suagher, Sabelli, Crimi, Daprelà, Mancosu vanno nell’ottica corretta, potenzialmente tutti giocatori funzionali allo schema tattico.

Con la speranza di piazzare negli ultimi giorni di mercato qualche colpo che possa alzare il livello tecnico della rosa, il Carpi si prepara alle prossime sfide, in primis allo scontro diretto con il Palermo, dal quale potrebbe dipendere un’importante fetta delle speranze salvezza, in attesa del tour de force con Fiorentina, Napoli e Roma. Nelle ultime giornate si è avuta la concreta sensazione che dopo essere stato, più o meno inconsciamente, snobbato da alcuni avversari, il Carpi sia in grado di mettere chiunque in difficoltà grazie alla capacità di presentarsi come una macchina perfetta, collaudata da tempo, ogni meccanismo è oliato alla perfezione.

Sembrerebbe un qualcosa facilmente inquadrabile sulla carta, ma in campo regna l’imprevedibilità non fornendo alcun punto di riferimento alla controparte, nessun particolare valore aggiunto individuale sopra la media, in quanto è il collettivo a fare la differenza ed è proprio a tali condizioni che si riesce a creare maggiore danno all’avversario di turno.

Diego Anelli Direttore www.sampdorianews.net