Finale Viareggio: Inter-Verona, stelline in vetrina
15/02/2015 | 23:40:00

Cresce l’attesa per la finale del Torneo di Viareggio, che quest’anno eccezionalmente non si disputerà al “Bresciani” (meglio noto come “Stadio dei Pini”), non in perfette condizioni, bensì all’”Arena Garibaldi” di Pisa. A contendersi la 67^ edizione della Coppa Carnevale, che domani sarà diretta dall’internazionale Mazzoleni con fischio d’inizio alle ore 15, saranno Inter e Verona, reduci dalle vittorie in semifinale contro – rispettivamente – Roma e Fiorentina. Non una novità per la Primavera nerazzurra, già vincitrice in sei occasioni, mentre i pari età scaligeri per la prima volta si sono qualificati per l’ultimo atto di una delle manifestazioni giovanili più importanti, a livello assoluto.
I favori del pronostico vanno indubbiamente ai milanesi, guidati in panchina dall’ex allenatore del Carpi Stefano Vecchi, ma si sa come in una gara secca possa succedere di tutto. Per quanto riguarda le individualità più interessanti, va sicuramente evidenziata la grande qualità del reparto avanzato meneghino: disporre di elementi del calibro di Gaston Camara (1996), Boris Rapaic (‘97) e Federico Bonazzoli (‘97) non è roba da tutti, senza considerare che mai è stato sin qui “scomodato” il romeno George Puscas (96’). Questi ultimi due anche con Mancini gravitano stabilmente nell’orbita della prima squadra, diverse le presenze al loro attivo.
Bonazzoli nelle battute finali della sessione invernale del calciomercato è passato alla Sampdoria a titolo definitivo, con effetti di fatto posticipati al prossimo 1 luglio stante il contestuale ritorno in prestito statuito. Nel comunicato non è stato menzionato il diritto di “recompra” riservatosi dal club di Thohir, ma lo stesso ds Piero Ausilio nei giorni scorsi, pur parlando di “gentlemen agreement”, ha confermato che l’Inter avrà “sempre l’ultima parola oltre alla possibilità di riportare l’attaccante a Milano in base a parametri prestabiliti”. Un’altra pedina mostratasi estremamente affidabile è il portierino di Bucarest Ionut Radu, un altro classe 1997 dai mezzi tecnici indiscutibili.
Dall’altra parte della barricata, le velleità del Verona passano dalle sapienti mani di Pierluigi Gollini, l’estremo difensore saracinesca classe 1995, ormai prossimo al compimento dei 20 anni, capace di restare imbattuto fino alle semifinali. La rete del viola Minelli è stata infatti l’unica subita sinora, mentre nei quarti le sue parate dal dischetto, nella lotteria contro il Napoli, avevano fatto decisamente la differenza. I veneti in estate sono riusciti a riportarlo in Italia dopo il biennio altamente formativo trascorso nell’Academy del Manchester United (che a sua volta lo aveva scippato alla Fiorentina nel 2012), assicurandosi un profilo dal sicuro avvenire: non a caso Mandorlini lo ha già fatto esordire in serie A. In avanti il tecnico Massimo Pavanel confida nella buona vena del ‘96 Pierluigi Cappelluzzo, già autore di 3 gol nella competizione, una in meno di Bonazzoli. Questi i principali gioiellini sfornati dall’annuale vetrina del Viareggio, avuto riguardo alle finaliste, s’intende. Tutti calciatori già protagonisti nelle rispettive Nazionali juniores, tutti ben consci del fatto che mettere le mani sulla Coppa Carnevale rappresenta da sempre il miglior viatico per una carriera densa di soddisfazioni, il primo passo verso la gloria.