Fanta ds, consigli per gli acquisti: Piotr Zielinski

08/05/2014 | 16:05:00

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Italiani, popolo di commissari tecnici ma anche di direttori sportivi, specie con l’approssimarsi della sessione estiva del calciomercato. Nell’ambito di questa rubrica settimanale ci improvvisiamo diesse, talent scout virtuali alla ricerca di atleti potenzialmente pronti per misurarsi in Italia. Scandaglieremo soprattutto i campionati esteri, cercando di soffermarci sui profili non eccessivamente inflazionati e tesserabili a costi contenuti, in linea comunque con gli standard delle società cui “consiglieremo” il loro acquisto. Accosteremo infatti il calciatore in questione ad un novero di potenziali acquirenti, squadre nostrane cui il giocatore teoricamente potrebbe fare comodo, tenuto conto di parametri di volta in volta variabili quali: rosa attuale, modulo di gioco più congeniale, posizione contrattuale dei futuribili compagni di reparto.

 

PIOTR ZIELINSKI (Udinese), centrocampista classe 1994

 

Vederlo ieri in campo dal 1′ con la Primavera ha suscitato in tanti appassionati un po’ di sconforto. È vero che anche grazie ad una sua punizione i giovani friulani hanno fatto fuori il quotatissimo Milan di Pippo Inzaghi dai playoff scudetto, così come è vero che per la ragion di Stato anche Bruno Fernandes (parimenti a segno) è stato chiamato nella ripresa a dare una mano ai propri pari età. Ma il portoghese ex Novara è reduce da un’annata molto positiva (4 gol e altrettanti assist in 23 partite), mentre Piotr di passi indietro rispetto a dodici mesi fa ne ha fatti parecchi.

Dopo lo scintillante finale dello scorso campionato, questa infatti doveva essere la stagione della consacrazione. E invece per oltre 6 mesi, dal 19 ottobre al 27 aprile, la redazione di “Chi l’ha visto?” è stata costantemente sul chi va là, rincuorata da brevi chiamate da un vecchio telefono a gettoni, leggasi tre spezzoni per complessivi 23 minuti, fino all’intero secondo tempo di Torino contro Immobile e soci. Non è dato sapere cosa sia successo esattamente: inizialmente si era vociferato di problematiche legate al contratto in scadenza, ma sia il ds Giaretta che il procuratore hanno rassicurato sulla lunga durata del vincolo; quindi si era parlato di un repentino sviluppo fisico non ancora metabolizzato, ma anche qui non sono arrivate conferme. Resta il fatto che Francesco Guidolin, pur avendo il polso quotidiano della situazione, quest’anno non lo ha visto affatto, riservandogli un’elemosina da 137 minuti in serie A e persino l’onta delle zero presenze in Coppa Italia, vetrina abituale per le seconde linee. E chissà che proprio l’accantonamento del gioiellino, unitamente a quello – parziale ma ancor più grave – di Luis Muriel (solo 14 apparizioni da titolare), non stia influendo sulle valutazioni della società che, dopo 4 anni, sta concretamente pensando all’avvicendamento in panchina, mantenendo comunque nei ranghi il 59enne veneto come direttore tecnico.

Ad ogni modo, questa settimana il consueto appuntamento è dedicato al trequartista polacco poiché ci auguriamo che Piotr Zielinski in futuro possa essere ancora protagonista all’interno dei nostri confini, anziché venire smistato nelle due filiali, Watford e Granada, della holding calcistica facente capo ai Pozzo, come spesso avviene agli elementi che finiscono ai margini dell’Udinese. Ecco, è proprio questo il punto, il quasi ventenne di Zabkowice Slaskie non può essere considerato un esubero, non solo perché in Italia ha già dimostrato – quando è stato chiamato in causa – di poter figurare benissimo, ma anche perché il repertorio esibito nella pur breve carriera, sviluppatasi sinora più con la Polonia (dall’Under 16 alla Nazionale maggiore con i vari Lewandowski e Błaszczykowski) che a livello di squadre di club, è parso a molti quello tipico del campioncino da forgiare. Zielinski rientra infatti nel novero dei centrocampisti che riescono a leggere in anticipo i movimenti dei compagni da imbeccare, caratterizzandosi per l’ottima visione di gioco che alla bisogna gli suggerisce di arretrare il proprio baricentro per impostare l’azione. Fermo restando che probabilmente la sua collocazione ideale resta quella tra le due linee (da fantasista unico o nella batteria del 4-2-3-1 alle spalle dell’unica punta) poiché in grado di accendere la luce a suon di assist e giocate che creano superiorità numerica, il talento dell’est ha i colpi per poter far bene anche come mezzala. In più, oltre ad essere un ottimo battitore da fermo, il ragazzo è munito anche della stoccata dalla distanza, grazie ad un’estrema facilità di calcio con entrambi i piedi, pur essendo un destro naturale.

Venendo adesso alle destinazioni ipotizzabili, premettiamo subito che difficilmente l’Udinese potrebbe vagliare un addio a titolo definitivo: qualora entrasse nell’ordine di idee di mandare Piotr a giocare, sarebbe più verosimile una cessione in compartecipazione. Prelevato per 100.000 euro dalle giovanili dello Zaglebie Lubin (operazione in linea con i dettami che han fatto scuola negli ultimi 15 anni, grazie al capillare lavoro di scouting), il calciatore rappresenta comunque un patrimonio del sodalizio del nord-est, da valorizzare pienamente.

Alla luce della summenzionata duttilità tattica, Zielinski si integrerebbe praticamente ovunque, ma noi ne “caldeggiamo” l’acquisto ad ATALANTA e TORINO, due piazze che consentirebbero al classe 1994 di rilanciarsi. A Bergamo dovrebbe crearsi il vuoto determinato dalla plausibile partenza di Jack Bonaventura e Piotr ben potrebbe affiancare Maxi Moralez nell’opera di supporto a German Denis, mentre sotto la Mole Giampiero Ventura, da sempre abile nel lavorare con i giovani prospetti, potrebbe aver bisogno di forze fresche dalla cintola in su. Trattenere sia El Kaddouri che Cerci non sarà una passeggiata e il polacco andrebbe ad apportare un contributo di imprevedibilità negli ultimi 30 metri granata. 

                                                                                                                         Jody Colletti      Twitter: @jodycolletti