Europa League: Siviglia e Dnipro ai raggi X
24/04/2015 | 13:05:00

Napoli e Fiorentina ringraziano sentitamente Kalle Riedle, che abbinando loro – rispettivamente – Dnipro e Siviglia, ha alimentato la speranza di una finale di Europa League tutta italiana.
Ma vediamo di conoscere meglio le avversarie delle nostre compagini.
SIVIGLIA
Campione uscente, laureatosi tale allo Juventus Stadium lo scorso maggio alla lotteria dei rigori che ha deciso la finale contro il Benfica, la compagine andalusa – spauracchio derby a parte – era chiaramente l’avversaria che tutti avrebbero preferito evitare. In Europa League sta cercando di rinverdire i fasti dell’epoca aurea griffata Juande Ramos: oggi non ci sono più i Dani Alves, Luis Fabiano e Kanouté, sostituiti dai Vitolo, Bacca, Iborra e Kevin Gameiro, il centravanti di scorta – ex Psg – dai gol pesanti, l’ultimo ieri sera nella tana dello Zenit, valso la qualificazione. Tutti elementi in grado di fare la differenza dalla cintola in su. Tra i pali Beto è una sicurezza, ben protetto dai vari Coke, Pareja, Carriço e Tremoulinas, con il mastino camerunense Mbia a fare legna sulla mediana. Ma il vero valore aggiunto del Siviglia, oltre che dal fortino Sanchéz Pizjuan, è rappresentato dal tecnico Unai Emery, che propone un calcio piacevolissimo all’interno del collaudatissimo 4-2-3-1.
Gli iberici sono arrivati in semifinale eliminando nella fase a eliminazione diretta squadre temibilissime: Borussia Moenchengladbach e Villarreal le vittime che hanno preceduto il sodalizio di San Pietroburgo. Mentre nella Liga i nervionenses navigano al quinto posto, a due sole lunghezze dal Valencia che occupa l’ultima posizione utile alla qualificazione alla prossima Champions.
Il compito per la Fiorentina si presenta assai arduo, ma Vincenzo Montella ha in organico professionisti di respiro internazionale: da Salah a Mario Gomez, passando per i vari Joaquin (per lui quasi un derby, avendo il Betis nel cuore), Borja Valero e Gonzalo Rodriguez.
DNIPRO
Decisamente più abbordabile il Dnipro, battuto nella fase a gironi sia dall’Inter di Mazzarri che da quella di Mancini. Attuale terza forza del campionato ucraino, a 8 punti dalla capolista Dinamo Kiev e a 3 dallo Shakhtar, il team di Dnipropetrovsk per la prima volta nella sua storia ha staccato il pass per la semifinale di una coppa europea. In panchina c’è Markevich, che sta completando l’ottimo lavoro svolto nel precedente quadriennio dal già citato Juande Ramos (che curiosamente ha segnato la storia recente di entrambe le avversarie delle italiane). Anche in questo caso il modulo di gioco è il 4-2-3-1, tra le individualità spicca esclusivamente il ben noto Yevhen Konoplyanka. Stella dell’Ucraina, l’imprevedibile “Messi dell’est” è capace di accendere la luce negli ultimi 30 metri, gli azzurri dovranno prestare molta attenzione. Per il resto, partito Strinic direzione Napoli lo scorso gennaio, sulla carta non ci sono grandissimi profili da segnalare. I due nazionali Rotan, capitano e centrocampista di spessore, e la punta Zozulya sono elementi affidabili, al pari dal croato Nikola Kalinic, centravanti classe 1988 già protagonista in Inghilterra. Mentre l’ex Barcellona Dmytro Chygrynskiy, prelevato lo scorso febbraio, non può ancora definirsi una scommessa vinta, tutt’altro. Per quanto riguarda il cammino in Europa League, ieri sera Skakhov ha eliminato il Bruges, mentre le quotate Ajax e Olympiacos erano state fatte fuori, rispettivamente, agli ottavi e ai sedicesimi di finale. Indisponibile la Dnipro Arena per motivi bellici, gli ucraini disputano le gare casalinghe a Kiev senza grande contorno di pubblico.
La sensazione è che il miglior Napoli possa riuscire a centrare senza problemi la finale di Varsavia, Benitez vorrà riconfermarsi re di coppe.