Europa League: gli identikit di Gala, Tottenham e Villarreal
14/12/2015 | 16:15:00

Fiorentina-Tottenham, Galatasaray-Lazio e Villarreal-Napoli: questi gli abbinamenti riservati alle italiane dall’urna di Nyon, avuto riguardo ai sedicesimi di finale di Europa League. Sorteggio non certo benevolo, soprattutto per viola e biancocelesti. Andiamo a tracciare un identikit delle avversarie delle nostre compagini.
TOTTENHAM
Il destino ha voluto che si riproponesse il medesimo incrocio della scorsa edizione della ex Coppa Uefa: ai tempi il rettangolo verde sancì la qualificazione dei viola. Un anno dopo, entrambe le squadre appaiono decisamente più solide. Gli Spurs in Premier League stazionano in quinta posizione, a tre lunghezze dal Manchester United che attualmente occupa l’ultimo posto utile per la qualificazione alla prossima Champions, via preliminare. Proprio ieri i londinesi, sconfitti clamorosamente a White Hart Lane dal modesto Newcastle, hanno visto interrompersi la lunghissima striscia di risultati utili consecutivi (ben 14) che durava dalla prima giornata di campionato. Nella fase a gironi, il Tottenham si è messo tranquillamente alle spalle Anderlecht, Monaco e Qarabag (queste ultime due eliminate). All’interno del collaudato 4-2-3-1 di Mauricio Pochettino risaltano le individualità del formidabile finalizzatore Harry Kane e la classe di Eriksen e dell’ex giallorosso Lamela. Tra i pali Lloris è una sicurezza, affidabile la coppia centrale belga composta da Alderweireld e Vertonghen, mentre in mediana gioventù al potere con i rampanti Dier e Dele Alli.
GALATASARAY
Retrocesso in Europa League dopo aver chiuso al terzo posto il proprio girone di Champions, alle spalle di Atletico Madrid e Benfica, il Galatasaray è reduce dal cambio di allenatore. In panchina non c’è più Hamza Hamzaoglu (curiosamente uno dei profili vagliato da Lotito per l’eventuale dopo Pioli), bensì Mustafa Denizli. In campionato i giallorossi di Istanbul se la passano maluccio: al momento sono quarti a ben 8 punti dalla vetta, occupata dai cugini del Fenerbahce. Il fattore ambientale, chiaro il riferimento all’ Ali Sami Yen (oggi Türk Telekom Arena), può rappresentare un problema in più per i capitolini, tenendo presente che il Gala può vantare in organico elementi di notevole spessore: dagli ex “italiani” Sneijder, Podolski e Muslera (ex nel vero senso del termine, dati i trascorsi in biancoceleste) al capitano Selçuk Inan, passando per il forte centrale Semih Kaya e quel Burak Yilmaz a lungo inseguito proprio dalla Lazio in svariate sessioni di calciomercato.
VILLARREAL
La compagine guidata da Marcelino aveva iniziato benissimo la Liga, al punto che per svariate giornate aveva guardato tutti dall’alto in basso. Poi ha accusato una leggera flessione, ma la prestigiosa vittoria di ieri sera ai danni del Real Madrid (prossimo avversario della Roma in Champions) ha rilanciato nuovamente le ambizioni del Sottomarino Giallo, attuale quinta forza del massimo campionato iberico. Giocare sul manto erboso de El Madrigal non è facile per nessuno, ma il Villarreal è sicuramente alla portata del Napoli, specie se gli azzurri dovessero confermarsi schiacciasassi come nel girone, vinto a punteggio pieno ed a suon di record. La squadra della comunità autonoma valenciana ha invece concluso il suo raggruppamento al secondo posto, dietro il Rapid Vienna ma davanti alle modeste Viktoria Plzen e Dinamo Minsk. Per quanto riguarda l’aspetto prettamente tattico, il Submarino abitualmente utilizza un classico 4-4-2, con Soldado e Bakambu a comporre un tandem offensivo di tutto rispetto. Sarri dovrà prestare un occhio di riguardo a Denis Suarez, esterno offensivo scuola Barcellona che – se in giornata – è in grado di accendere la luce negli ultimi 30 metri. Sulla mediana Bruno Soriano è imprescindibile, così come Musacchio in difesa. Da rimarcare la presenza in rosa dell’ex di turno Victor Ruiz (meteora in azzurro nel 2011, ai tempi di Mazzarri), titolare indiscusso, e dell’italiano Daniele Bonera, che con la casacca gialla indosso finora ha accumulato 4 presenze per complessivi 326 minuti.
Jody Colletti