El Sha-Quaglia-Gomez, la stagione del riscatto
27/07/2014 | 17:23:00

Storie che si intrecciano, storie che appassionano e che tormentano, storie che si evolvono. Ma storie dannatamente simili. Stephan El Shaarawy, Fabio Quagliarella, Mario Gomez: la serie A nel proprio presente, un riscatto da centrare nell’immediato futuro. E un recente passato da lasciarsi alle spalle.
Il Faraone, nell’ultima travagliata stagione in rossonero, ha collezionato appena nove presenze complessive e una sola rete, quella del provvisorio vantaggio sul campo del Psv in Champions League. Un gol che sembrava potergli ridonare fiducia e continuità a livello fisico, linfe vitali per tornare protagonista come ha dimostrato di poter fare sin dal 21 settembre del 2011, giorno della sua prima marcatura nella massima serie con il Milan. Una sfilza di infortuni (la lesione al bicipite femorale e la microfrattura del quarto osso metatarsale i più recenti) ne hanno frenato la crescita verso livelli esponenziali, con buona pace di Berlusconi, Galliani e Allegri.
Problemi fisici (almeno nell’ultima cavalcata con Conte) non ne ha avuti, ma nell’anno del terzo tricolore bianconero di fila Fabio Quagliarella è stato usato con il contagocce dal tecnico leccese. Una situazione che non è andata giù al centravanti napoletano, nonostante fosse consapevole che, avendo dinanzi a sé una coppia gol tanto letale quanto collaudata come Tevez-Llorente, gli spazi si sarebbero irrimediabilmente ristretti. E così ecco la scelta del ritorno alle origini, una decisione beffarda per i sostenitori della Vecchia Signora: quel Torino che ha fatto crescere l’attaccante di Castellammare dal 1993 al 1999 nelle proprie giovanili e che lo ha lanciato nel calcio che conta. Un atto dovuto, una sorta di restituzione del favore, un cambio di sponda calcistica che sa di vendetta. Anche se, dall’altra parte, ci sarà Allegri a raccogliere la sfida cittadina…
Il 12 luglio del 2013 Mario Gomez era stato accolto a Firenze come un messia. Contro ogni parere scettico degli addetti ai lavori, il club viola era riuscito a portare in Italia l’ormai ex stellare bomber del Bayern Monaco, facendogli firmare un contratto quadriennale da circa 4 milioni di euro e sborsando per il suo cartellino oltre 20 milioni. Cifre importanti, un segnale chiaro dato alla piazza, l’obiettivo di tornare nell’Europa che conta, potendo fare affidamento anche su Giuseppe Rossi, su un centrocampo di altissima qualità e su un allenatore capace di donare alla propria squadra un gioco spumeggiante e tatticamente ordinato. Gomez più Rossi, un tandem offensivo che avrebbe fatto gola a qualunque club italiano. Poi il 15 settembre ecco il guaio che non ti aspetti: nella gara interna contro il Cagliari il ginocchio destro di Supermario fa crack e lo costringe a stare fuori (almeno così sembrava) tra le sei e le otto settimane. Sappiamo tutti com’è andata a finire, con il centravanti tedesco che è rimasto lontano dai campi praticamente per l’intera stagione e con la Fiorentina che, nel frattempo, ha provato a sopperire in qualche modo anche al grave infortunio rimediato da Pepito.
El Shaarawy, Quagliarella, Gomez, i motori sono già caldi: ognuno ha un motivo valido per mostrare alle platee del nostro Paese che il lieto fine esiste per tutti nel mondo del calcio. Ai tifosi di Milan, Torino e Fiorentina già brillano gli occhi: l’uragano che scateneranno i propri beniamini (salvo ulteriori imprevisti) è pronto ad abbattersi sulla penisola italiana…
Gianmarco Della Ragione Twitter: OfTheReason90