Derby del Sud, dal gemellaggio ai cori discriminatori
08/03/2014 | 17:15:00

Il 168° derby del Sud, in programma domani sera al San Paolo, chiuderà il quadro della ventisettesima giornata di serie A, che potrebbe rivelarsi assolutamente decisiva ai fini della lotta scudetto.
La Roma scenderà infatti in campo conoscendo già il risultato della Juventus, impegnata nel lunch-match allo Stadium contro la Fiorentina, e la vittoria potrebbe costituire l’unico risultato utile per non perdere ulteriore terreno dalla battistrada. Dal suo canto il Napoli, che appena un mese fa tra le mura amiche ha schiantato i giallorossi nel ritorno della semifinale di Coppa Italia, sa perfettamente come mettere in difficoltà gli attuali secondi della classe, misure già prese. A proposito di piazza d’onore, alle falde del Vesuvio sperano ancora vivamente di agguantarla, malgrado il gap attualmente ammonti a 6 lunghezze (e la banda Garcia ha disputato una gara in meno).
Al di là delle motivazioni di classifica, che non mancano di certo, il derby del Sole ha sempre rappresentato uno scontro affascinante: oggi la rivalità è acerrima, come documentato da ultimo dai soliti cori discriminatori che hanno portato alla squalifica di curve e distinti sud dell’Olimpico, ma un tempo non era così: per oltre un decennio, a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80, le due tifoserie diedero infatti vita ad un bellissimo gemellaggio, un’autentica festa di colori per far fronte comune contro il vento del nord che spirava lungo l’asse del Mi-To.
La magia si interruppe il 25 ottobre del 1987 nella Capitale, quando il famoso gesto dell’ombrello di Salvatore Bagni sancì lo strappo consumatosi prima del fischio d’inizio. L’ex mediano della nazionale, dopo il pareggio di Francini maturato in 9 contro 11, si rivolse in maniera irriguardosa alla curva sud, che a sua volta aveva oltraggiato i napoletani rifiutando lo scambio della bandiera nel prepartita, dando luogo al contrario ad un lancio di oggetti nonostante il settore riservato ai supporters partenopei stesse ancora inneggiando alla Roma. Secondo le cronache del tempo, il reale casus belli fu costituito dall’acquisto di Bruno Giordano da parte della società di Ferlaino: l’ex bandiera della Lazio aveva giocato un ruolo importante nella conquista del primo scudetto dell’era Maradona e, nell’arco di due anni, il trasferimento alimentò il malumore degli ultras romanisti, a lungo covato e poi sfociato nel voltafaccia di cui sopra.
Analizzando brevemente i precedenti, in testa troviamo i giallorossi, vittoriosi in 65 occasioni a fronte dei 47 successi azzurri. Al San Paolo però lo score si inverte: 33 gli exploit del Napoli, 23 quelli della compagine capitolina, mentre 22 volte si è registrata la spartizione della posta in palio.