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DALLE PERPLESSITÀ DI INIZIO BUNDESLIGA AL NOVEMBRE MAGICO: MATETA, L’ATTACCANTE CHE SOGNA DI ESSERE IL NUOVO IBRAHIMOVIC

Tre gol nelle ultime quattro apparizioni. Così Jean-Philippe Mateta ha smentito i critici che avevano bollato frettolosamente come sbagliata la scelta del Magonza di investire su di lui e a metterlo sotto contratto per 5 anni. Fino a novembre infatti l’impatto della punta centrale francese con un campionato diverso come la Bundesliga non è stato dei migliori. Sempre in campo tra massimo torneo tedesco e Coppa di Germania, ma solo una rete in undici partite ufficiali. Un ruolino di marcia decisamente deludente che ha fatto storcere il naso a tifosi ed addetti ai lavori. Nessun allarme però, solo un normale periodo di ambientamento per l’attaccante acquistato il 1º luglio dal Lione per 8 milioni di euro. Il primo a scommettere sul talento del classe ’97 è stato proprio Jean-Michel Aulas, presidente del club transalpino, che lo ha pescato appena 19enne dallo Chateauroux pagando il suo cartellino più di 4 milioni. Proprio nella formazione dello Championnat National il giovane centravanti si è fatto notare a colpi di gol: 13 in 26 gare in campionato e una tripletta nell’unica gara disputata di Coupe de la Ligue. Un biglietto da visita che non ha lasciato dubbi ai dirigenti del Lione. Nonostante questo la prima stagione della talentuosa punta nella nuova squadra non è stata delle migliori. Il giocatore è sceso in campo solo 2 volte per appena 86 minuti giocati. Inevitabile dunque la strada del prestito. Una scelta che è ricaduta sul Le Havre, compagine di Ligue 2. Mai decisione è stata più azzeccata. Diventato titolare inamovibile, l’attaccante, grazie alla sua altezza di 192 centimetri, il fisico possente, la forza e la velocità nonché un talento nel colpo di testa e soprattutto nel dribbling fuori dal comune, nella scorsa stagione è riuscito ad andare in gol 19 volte in 37 sfide.

Un fiuto per l’andare in rete che ha convinto il Magonza a fargli fare un doppio salto di categoria e nazione in un colpo solo. Per alcuni, Mateta come tipo di calciatore somiglierebbe a Lacazette, per altri invece si tratterebbe piuttosto di un nuovo Adebayor. Chi è pronto a giurare di essere di fronte a tale prospettiva infatti vede nell’attaccante 21enne una struttura fisica, dei movimenti in campo ed addirittura lo stesso carattere propenso a scaldarsi facilmente uguali allo stesso attaccante togolese. Difficile però dare un’idea ben precisa su un paragone, visto che ci sono anche quelli che intravederebbero in lui movenze tipiche di Edin Dzeko. Mateta però dice di non volersi né a Lacazette né a Adebayor e neppure all’attaccante bosniaco della Roma, ma piuttosto a Zlatan Ibrahimovic. Tuttavia, somiglianze a parte, una ipotesi per il suo prossimo futuro sembra più che concreta. Se il classe ’97 continuerà a crescere con questa prepotenza e ad imporsi in Bundesliga, la chiamata di Didier Deschamps nella Nazionale maggiore della Francia non sarà lontana.

Foto: footmercato.net

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