Dal Trofeo Zamora al Trofeo Buffon: perché no?
21/03/2016 | 00:25:00

In Spagna dal 1959 esiste il “Trofeo Zamora”, ideato dal quotidiano Marca e assegnato al termine di ogni stagione al miglior portiere della Liga, nella fattispecie il meno battuto. Un modo per omaggiare Ricardo Zamora, estremo difensore catalano (scomparso nel 1978) che negli anni 20 e 30 scrisse la storia di Espanyol, Barcellona e Real Madrid. Si sa, gli iberici sono molto più autocelebrativi di noi italiani, che al riguardo pecchiamo un po’ di fantasia pur rappresentando una delle scuole calcistiche da sempre più seguite.
Ebbene, forse il record assoluto di imbattibilità, appena fatto registrare da Gianluigi Buffon, farà destare qualcuno nelle stanze dei bottoni: con il dovuto rispetto per il mito spagnolo, anche e soprattutto Super Gigi merita di marchiare a fuoco i decenni a venire, quando ognuno di noi – è chiaro sin d’ora – nel vedere un bimbo provare a destreggiarsi tra i pali gli darà del…Buffon, tra amorevole scherno ed effettivo incoraggiamento!
Chiariamoci, l’impresa di oggi serve soltanto a mettere un altro accento sulla carriera, non rappresentando che la ciliegina sulla torta per un monumentale interprete del ruolo. Probabilmente il migliore di tutti i tempi, con buona pace dei Neuer e Yashin, l’unico specialista che può fregiarsi del Pallone d’Oro, vinto nel lontanissimo 1963 (Gigi, nel 2006 dell’iride, fu beffato al fotofinish da Fabio Cannavaro). E non lo diciamo solo noi campanilisticamente, ma anche l’Iffhs, l’Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio, che – oltre ai 4 premi individuali – lo ha individuato quale miglior portiere del decennio 2000-2010, del quarto di secolo 1987-2011 e del XXI secolo. Il tutto nel corso di un’epopea snodatasi sin qui lungo 20 anni, 4 mesi e 1 giorno. Da quel 19 novembre 1995, con Nevio Scala – allenatore del primo Parma aureo – a mandarlo in campo dal 1’ contro l’armata rossonera al posto dell’infortunato Bucci, a oggi, 20 marzo 2016, quando dopo 4 minuti del derby della Mole tutta l’Italia si è alzata idealmente in piedi per rendere omaggio al più forte, capace di detronizzare a 38 anni suonati Sebastiano Rossi, che nella stagione 1993-94 si fermò a 929 minuti con il Milan degli Invincibili.
E allora pensiamo ad istituire sin d’ora il “Trofeo Buffon”, per quando il campionissimo di Carrara avrà appeso i guantoni al chiodo (dopo i Mondiali del 2018, ma mai mettere limiti alla provvidenza). Sarebbe il giusto riconoscimento ad una leggenda vivente, quasi il minimo sindacale. Ci sarà tempo e modo per stabilire i criteri di assegnazione, magari un po’ meno banali rispetto a quelli spagnoli, considerando ad esempio anche quantità e qualità delle parate, quindi i gol evitati e non solo quelli subiti. Celebriamo Gigione nostro, capitano e numero uno impareggiabile.
Jody Colletti Twitter: @JodyColletti
Foto: Serie A Tim on Twitter