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Zakakaria Denis Svizzera Foto Squawka

DA SCOMMESSA A TRASCINATORE DELLA SVIZZERA DI PETKOVIC: ZAKARIA, IL GIGANTE DEL GLADBACH

Parte la Nations League, nuova competizione ideata dall’UEFA che permette alle Nazionali europee di disputare degli incontri ufficiali al posto delle solite amichevoli. Si tratta di un vero e proprio torneo, con classifiche, promozioni e retrocessioni. Pertanto, si fa sul serio e per averne la prova basterebbe dare una controllata al risultato finale di Svizzera-Islanda, un netto e rotondo quanto pesante 6-0. All’AFG Arena di San Gallo la Selezione di Vladimir Petkovic si scatena letteralmente e schiaccia i vichinghi grazie alle reti siglate da Zuber, Zakaria, Shaquiri, Seferovic, Ajeti e Mehmedi. A spiccare, però, è stato principalmente Denis Lemi Lako Lado Zakaria. Il giovane e promettente centrocampista ha sfoderato l’ennesima prova convincente mettendo in mostra tutte le sue doti, per la gioia dei tifosi elvetici e del  Borussia Mönchengladbach, club che ne detiene il cartellino. Dopo un Mondiale un po’ nell’ombra, alle spalle dei più esperti Valon Behrami e Blerim Dzemaili, è giunto il momento di brillare. Zakaria nasce Genf, il 20 novembre del 1996, da una famiglia di origini congolesi trasferitasi in Svizzera per tentare la fortuna. Sin dai primi anni dell’infanzia rincorre il pallone per le strade del suo quartiere cercando di avere sempre la meglio sui suoi avversari, in quel momento rappresentati da alcuni ragazzini. L’ambizione è sempre stato il motore che ha spinto il forte e strutturato mediano, una vera e propria roccia in mezzo al campo. Nel 2013, dopo aver girato per i numerosi campi di provincia, viene notato e monitorato dal Servette che decide di inserirlo nel proprio settore giovanile.

Zakaria Denis Gladbach Foto Sport.de

Non appena giunto al centro sportivo, Zakaria esterna tutta la propria voglia di arrivare mettendosi in evidenza per tenacia e carisma nonostante la giovanissima età. Nei vari campionati giovanili sfoggia il suo strapotere fisico vincendo la maggior parte dei contrasti e trovando diverse volte la via della rete con inserimenti senza palla o con conclusioni di rara potenza dalla distanza. La dirigenza dei Les Grenats si accorge giorno dopo giorno di avere tra le mani un talento dal sicuro avvenire, non a caso dopo due stagioni, esattamente nel 2015, l’allora 19enne si affaccia in prima squadra debuttando in Challenge League. In totale colleziona 6 presenze condite da due marcature personali, rendimento per niente banale che attira inevitabilmente le attenzioni dello Young Boys, uno dei più blasonati club della Super League svizzera. Zakaria accetta l’offerta, lascia Ginevra e si trasferisce a Berna. Nella Capitale il suo processo di crescita prosegue a gonfie vele, lo staff tecnico gli concede spesso e volentieri la possibilità di scendere in campo all’interno dell’undici iniziale e le sue prestazioni ripagano prontamente la fiducia. Fino al 2017 disputa oltre 50 partite ufficiali ponendo la propria firma sul tabellino con regolarità, a quel punto il nome del centrocampista, che nel frattempo decide di rispondere alle convocazioni delle Nazionali Under 20 e 21 svizzere, inizia a circolare anche all’estero e in particolar modo in Germania. Diverse società bussano alle porte dello Young Boys, ma a sbaragliare l’agguerrita concorrenza è il Borussia Mönchengladbach. Operazione da circa 12 milioni di euro e Zakaria firma fino al giugno del 2022 con il club tedesco. L’impatto in Bundesliga è dei migliori e arriva, puntuale, anche la convocazione in Nazionale maggiore. Le performance del classe 1996 migliorano sotto tutti i punti di vista e Vladimir Petkovic, commissario tecnico degli elvetici, lo convoca prima per l’Europeo in Francia e poi per il campionato del Mondo in Russia. Ora, con sudore e abnegazione, lo svizzero di origini congolesi si è ritagliato il proprio spazio. Un profilo da monitorare e seguire con molta attenzione, una vera diga da piazzare davanti alla difesa che in futuro potrebbe fare comodo anche ad alcune big italiane. Zakaria, il gigante del Gladbach.

Foto: Squawka

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