Da Macia a Angeloni: ora servono i fatti Viola
08/07/2015 | 12:40:00

La Fiorentina è una grande realtà del calcio italiano, ma la partenza della nuova stagione non è stata con il botto. I problemi di sempre, una linea di coerenza, ma anche un buonismo che non paga: Montella e Salah sono andati via, esattamente come in passato avevano deciso di tagliare la corda i vari Montolivo, Neto, Ljajic, Jovetic e potremmo continuare fino all’infinito. Ha salutato anche Macia, un lavoratore silenzioso e concreto, l’artefice della campagna spagnola che aveva portato i viola a ingaggiare gente come Borja Valero e Gonzalo Rodriguez al termine di operazioni rapide, intelligenti e vantaggiose. Da qualche settimana si è insediato Valentino Angeloni che non ha un curriculum prestigioso alle spalle: da consulente del Taranto, un budget infinito senza la soddisfazione della B (ci sono direttori che con molto meno vanno sulla luna); tra Udinese e Inter normale amministrazione senza lasciare il segno. E poi la parentesi fallimentare in Inghilterra, una email indigesta (ci sono fatti e testimoni), compreso l’ennesimo budget sperperato con il Sunderland ai primi posti delle commissioni pagate (non certo una classifica nostra). Ai primi posti, con tanto di retrocessione evitata in extremis, in un mondo dorato che comprende Chelsea, City, United e Arsenal: abbiamo detto tutto, record negativo, Nel calcio italiano, dove vorrebbero imperare quelli che poi al potere giustamente non salgono e devono accontentarsi di dare consigli (?) ai club, spesso non sono il curriculum e i risultati a fare la differenza. Firenze passa da Macia ad Angeloni sperando che siano fatti, non parole. Magari lo stesso lavoro silenzioso e laborioso che ha consentito di ingaggiare gente come Gonzalo e Borja Valero. Appunti che lo stesso Angeloni dovrebbe memorizzare, ricordando che siamo all’8 luglio e il mercato della Fiorentina – prima o poi – non continuerà a essere così sbiadito.