Da Evra a Coman: quando gli episodi fanno la differenza
17/03/2016 | 00:30:00

Dal 60esimo al 91esimo: è in questa fascia temporale, esattamente l’ultima mezz’ora di partita, che la qualificazione della Juventus è volata via. Con due eventi che si intrecciano tra loro in modo indissolubile e che creano il terreno fertile per l’epilogo ormai sotto gli occhi di tutti. Non parleremo di errori arbitrali, di occasioni non sfruttate, di superiorità o inferiorità tecnica. Ma di due autentiche sliding doors. La prima al 60′: esce Xabi Alonso, entra Coman. Lui, l’ex meno atteso e meno considerato, spacca la partita. Spesso si ricorda che a questa Juve, rispetto alla scorsa stagione, mancano Pirlo, Vidal e Tevez. Forse da qualche ora si comincerà a tirare in ballo anche il gioiellino francese, lasciato andar via per 7 milioni di euro (con riscatto fissato a 21) quando la stagione era ampiamente cominciata e a un solo giorno dalla fine del mercato. E qui arriviamo rapidamente al 91′: cross di Coman, testata di Muller, si va ai supplementari. Tutto però nasce da un errore di Evra, che si intestardisce in un dribbling e perde palla. Proprio a vantaggio del suo connazionale ed ex motivatissimo. Autore poi del sigillo finale dopo una discesa di boltiana memoria. L’affidabilissimo Patrice, leader e uomo spogliatoio di un’altra annata trionfale, tradisce nel momento topico, quando i festeggiamenti erano quasi pronti. L’amarezza di un veterano, la gioia di un talento in vetrina. Che, forse, dalle parti di Vinovo ora qualcuno rimpangerà un po’ di più.
Foto: Bayern on Twitter