Conte su Nazionale, serie A e Juve: “Volevo De Rossi”

02/11/2014 | 18:33:00

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Il commissario tecnico della Nazionale, Antonio Conte, ha rilasciato un’ampia intervista ai microfoni di Sky. Eccone i passaggi più significativi: “La nomination per il Pallone d’Oro degli allenatori per me è un riconoscimento importante, devo guidare la Nazionale in un momento molto difficile per il nostro movimento, tutti ci dobbiamo mettere in moto affinché questo meccanismo torni a funzionare. L’Italia vive una situazione simile a quella che trovai alla Juve. Ci dobbiamo ricordare che si arriva da un fallimento e se c’erano dei problemi prima non possono certo essere risolti in due mesi. Siamo partiti bene, inserendo nomi nuovi e abbassando l’età media. E finora abbiamo sempre vinto, questa Nazionale va aiutata e costruita. Io ho trovato un gruppo abbastanza arrabbiato dopo l’eliminazione al Mondiale. La maglia azzurra carica tantissimo, così come l’inno. Povertà di calciatori in Italia? Sui 23 giocatori convocati in questo avvio otto-dieci non sono titolari nei loro club. Questo credo sia un dato allarmante e il fatto che la Nazionale diventi un posto dove il calciatore giocando può guadagnarsi il posto nel club deve far riflettere. C’è qualcosa che non va, dovrebbe essere il contrario. L’obiettivo comune è centrare la qualificazione all’Europeo in Francia. Con la Croazia non sarà fondamentale, ma è una partita che ci può dare delle risposte. Da Conte ci si aspetta sempre un po’ troppo? E’ inevitabile, anche alla Juventus è stato così. Io ho fatto due anni di Champions: il primo anno siamo arrivati tra le prime otto, mentre il secondo siamo arrivati in semifinale di Europa League. Nonostante ciò, le mie avventure in Europa sono sempre state viste come un fallimento. Questo, comunque, per me è uno sprone ulteriore. Serve un miracolo per vincere l’Europeo? Per i miracoli ci stiamo attrezzando, ma parlare oggi di vittoria è prematuro, adesso pensiamo alla qualificazione. In Europa ci sono nazionali più avanti di noi, quindi vogliamo colmare questo gap.  Il ritorno di Pirlo? Da parte sua c’è stata grandissima disponibilità a tornare in qualsiasi ruolo, sia da calciatore che come uomo spogliatoio, mi ha fatto molto piacere. Se esiste un altro come Buffon? E’ difficile, anche se oggi abbiamo Perin che può fare qualcosa del genere. Questa Nazionale ha quei quattro-cinque senatori che sono un ottimo esempio per i ragazzi. Se volevo De Rossi alla Juve? Si, il primo anno alla Juventus ci ho provato. Lui, però, ha sempre pensato alla Roma e l’ha sempre vista come unica squadra italiana. Pellè? Se è arrivato a questa età in Nazionale vuol dire che l’ha meritato, ora deve continuare così. Balotelli? Le convocazioni devono essere meritate. Non c’è preclusione nei confronti di nessuno. Al Mondiale era un escluso? Non è mio interesse entrare in questioni passate. Io dico sempre ai miei giocatori che si vince da squadra. Cosa penso della Serie A? Mi piacerebbe vedere qualche italiano in più, vorrei avere una scelta più ampia. Perché collezioniamo figuracce in Europa? Non siamo più un punto di arrivo per i migliori calciatori. Siamo un paese secondario rispetto a Inghilterra, Germania e Spagna. Dobbiamo riflettere sui nostri problemi senza nascondere la testa sotto la sabbia. Quanti anni ci vorranno per tornare a livelli accettabili? Non so, anche perché ci sono problemi economici che ci mantengono distanti. Se questa è la Juve di Allegri o quella di Conte? I confronti sono inevitabili, adesso però è iniziato un nuovo ciclo ed è giusto che questa sia la Juve di Allegri. Perché non sono ancora andato a trovare la Juventus? Ci ho provato due volte, ma sono stato respinto. Nel senso buono della parola, ovviamente. La prima volta c’era il sorteggio di Champions e non c’erano né il presidente né Marotta che ci tenevano ad esserci. L’altra volta era alla vigilia della sfida contro l’Udinese e, giustamente, serviva massima concentrazione. Ma sono amici, sarà un piacere andare a trovarli. Le parole di Totti sulla Juve? Oggi sono il ct della Nazionale e vivo queste situazioni in maniera molto distaccata. Ci saranno altri scontri dialettici, ma è importante che i protagonisti lancino messaggi positivi. Avevo detto che avrei vinto la Champions con la Juve? Non ho mai specificato il nome della squadra, se con la Juventus o con un’altra squadra, io mi auguro solo che ciò avvenga. Ora però ho altri sogni che sono superiori alla Champions, ora sono concentrato esclusivamente sulla Nazionale”.