Conte: “Sono stato trasparente, cammino a testa alta”
21/03/2016 | 14:53:00

Lunga conferenza stampa per Antonio Conte, il ct della Nazionale ha parlato di diversi temi nell’incontro con i giornalisti. Sono stati toccati argomenti relativi alla sua decisione e le conseguenti motivazioni, il suo attuale stato d’animo, i prossimi impegni amichevoli e si è parlato anche di qualche calciatore in particolare.
Decisione di lasciare: “Ritenevo che ci fosse la possibilità di proseguire subito dopo la qualificazioni agli Europei, ma da quel momento in poi sono stati quattro mesi difficili per me. Stare fermo e senza lavorare è stato difficilissimo. Non avrei potuto passare altri due anni in queste condizioni. Nella vita bisogna comprendere dove si è felici”.
Addio alla Nazionale: “Ci ho pensato bene, l’ho comunicato in maniera molto serena a Tavecchio soltanto nel momento in cui ho capito di esser davvero sicuro. Dovevo rendere chiara la mia posizione prima di Euro2016”.
Cosa lascia alla Nazionale: “Il nostro lavoro è stato improntato sulla maglia azzurra, vestirla deve essere una necessità propria di qualunque calciatore italiano. Ritengo che abbiamo raggiunto ottimi risultati, si viene ai raduni con grande voglia di fare. Gli infortunati si dispiacciono di non essere qui, abbiamo riscoperto valori importanti che nell’ultimo periodo si erano smarriti. Penso anche al settore giovanile, sono stati fatti progressi notevoli e ottenuti ottimi risultati dai più giovani”.
Il suo stato d’animo: ” Non mi è passata la voglia di lavorare, non vedo l’ora che arrivi giugno per disputare gli Europei. Ci stiamo lavorando da due anni, siamo tutti carichi e pronti. Queste sono occasioni che possono capitarti soltanto una volta durante la vita, essere qui per me è un motivo di orgoglio che mi fa avvertire delle responsabilità. Con il gruppo stiamo lavorando bene, sappiamo che ci sono altre squadre più forti di noi, ma siamo anche consci che il gap può essere colmato con l’impegno”.
Rapporti con la Lega: ” Ritengo di esser stato abbastanza chiaro, questo non è un addio al calcio italiano. In Italia ci sono cresciuto, rimediando vittorie, sconfitte, gioie e dolori. In futuro farò le mie dovute valutazioni. La Nazionale resta di tutti, non è soltanto mia”.
Ricordo di Spazzolino: “Una figura che porteremo nei nostri cuori, un miro. Personalmente l’ho conosciuto qui a Coverciano, sia da giocatore che da allenatore, la sua presenza e la sua figura erano importanti per tutto l’ambiente, ci mancherà. Lo ricorderemo in un modo o nell’altro”.
Riguardo le critiche: “E’ normale che arrivino, sarebbero arrivate anche se non avessi detto nulla. Forse si è persa l’abitudine di avere a che fare con persone che parlino onestamente, e quando ciò accade si resta spiazzati. Io sono molto sereno, mi sono comportato in maniera trasparente e chi mi conosce sa che sono fatto così. Prima o poi tutto termina, a me interessa di poter camminare a testa alte e guardare in faccia le persone alla fine”.
Sulla Spagna: “Sara una partita tosta. Queste due amichevoli serviranno a sapere a che punto siamo contro squadre di questo livello. Sarà un test che darà molte indicazioni. La Spagna ha fallito le ultime due spedizioni mondiali come noi, ma il calcio spagnolo è in continua evoluzione e ha portato tante squadre avanti nelle competizioni europee”.
Su Bernardeschi: “Arriva dalla Serie A, come Jorginho. E’ qui perché se l’è meritato, non è un premio: non abbiamo tempo da perdere. Voglio testare il ragazzo e capire se può essere già utile per gli Europei, in futuro lo sarà sicuramente. Sta facendo un ottimo percorso, a favore della sua convocazione ha giocato molto la capacità di sapersi sacrificare, senza considerare le qualità che ha”.
Sul ritiro pre-Europeo: “Spero che la data della finale di Coppa Italia venga cambiata, in seguito verranno fatte delle valutazione. Avrei voluto dare ai ragazzi una settimana di riposo, ma non so se mi sarà possibile. Si parla tanto e sempre di problemi muscolari e infortuni, ma alla fine non viene fatto niente. Per la Nazionale sarebbe importante che i calciatori arrivino rilassati e riposati, soprattutto sotto il profilo psicologico”.
Foto: Facebook Antonio Conte