Conte-Di Francesco-Boscaglia-Indiani: c’è un perché

04/03/2014 | 00:18:00

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Premi meritati, quelli consegnati a quattro allenatori nel corso della cerimonia tenutasi a Coverciano. Premi che sono la sintesi di sudore, sacrificio, innovazioni tattiche e gavetta. Antonio Conte è da Panchina d’Oro, ha dimostrato di essere un tecnico di gran valore: ha preso la Juve e l’ha trasformata, nella tattica e nello spirito, facendola diventare un modello. Non a caso si avvia a conquistare il terzo scudetto consecutivo in tre anni, roba da Guinness. Eusebio Di Francesco ha costruito il capolavoro in serie B pilotando il Sassuolo verso una promozione storica, figlia di organizzazione e qualità degli schemi. Proprio per questo motivo non avrebbe meritato di essere scaricato in quel modo durante il mercato di gennaio, per poi essere frettolosamente richiamato poche ore fa, dopo il totale fallimento dell’era Malesani. Quanto a Roberto Boscaglia non si può disconoscere un particolare: ha creato un Trapani modernissimo, a immagine e somiglianza della mentalità del condottiero. Con un pregio in più: ha saputo reagire alla delusione del mancato trionfo in Prima Divisione con una seconda stagione ancor più importante e che ha portato al gran salto. Paolo Indiani ha regalato un sogno al Pontedera, pilotandolo dalla Seconda alla Prima Divisione. “E’ un premio alla gavetta”, ha detto commosso. Già, proprio così.