Conte a piccoli passi nella notte della vergogna croata

17/11/2014 | 00:20:00

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Un pareggio. Forse alla vigilia le speranze erano diverse, l’Italia immaginava e pensava di poter interrompere il tabù croato. Srna ci aveva sfidato (“L’Italia contro di noi non vince mai”), alla fine ha avuto ragione lui. La Croazia è una grande squadra, ricca di talenti straordinari, capace di giocare a testa alta e anche di imporre il gioco. Conte si è illuso subito con Candreva, ma un erroraccio di Buffon ha reso imprendibile un tiro di Perisic. A proposito: grande esterno il pilastro del Wolfsburg, solo conferme in questo senso; il Napoli fa bene a seguirlo da un pezzo, ma chissà quanto si alzerà l’asticella dopo una prestazione del genere… Perisic ci ha graziato nel finale, ma prima l’Italia aveva dato qualche piccolo segnale, grazie agli ingressi di Pellè e soprattutto di El Shaarawy. Conte si accontenta: dopo quattro vittorie di fila, il primo pareggio della sua gestione può essere accettato sulla strada che porta alla qualificazione. Da allenatore intelligente Conte ha cambiato anche il modulo, proponendo una difesa a quattro, condizionato dall’ennesimo infortunio, sfortunato Pasqual. Ma come ha giustamente ha ammesso il commissario tecnico non si può che crescere, a maggior ragione dopo aver recuperato tutti gli infortunati. Conte a piccoli passi, dunque, nella notte della vergogna croata. Quei fumogeni che hanno costretto alla sospensione della partita hanno riaperto il problema di sempre. Gli addetti ai lavori hanno chiesto scusa, la vergogna resta. E le sanzioni, inevitabilmente, saranno salatissime.