Chivu: “Non vedo l’ora di cominciare. Mercato ancora aperto a inizio campionato? Tutti vorremmo serenità quando si gioca”
24/08/2025 | 15:30:44

Christian Chivu, allenatore dell’Inter, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Torino.
Queste le sue parole: “Mercato aperto a campionato iniziato? Quello che pensiamo noi allenatori conta poco perchè sono regole dell’Uefa e della Fifa. Tutti vogliamo essere sereni e avere le cose a posto, ma bisogna anche gestire questi momenti con i pensieri del calciatori. Non possiamo decidere noi. Sarebbe meglio iniziare la stagione avendo chiaro il futuro della rosa ma fa parte del gioco anche questo”
Qual è l’aspetto più delicato di questo inizio di stagione?
“Abbiamo lavorato bene e quando tu sei onesto con il lavoro che hai fatto sotto tutti i punti di vista non devi temere niente. Si cerca sempre di dare il meglio per raggiungere gli obiettivi. La mentalità è importante e quando hai un obiettivo da raggiungere e ne sei consapevole direi che la prima partita è sempre quella più importante”
Cosa prova dal punto di vista personale per questo esordio?
“Sono orgoglioso di essere l’allenatore dell’Inter. Sono sereno e ho imparato che quando spendi il tempo per crescere le cose sono semplici. Non vedevo l’ora che iniziasse il campionato. Tutti preferiamo giocare. Siamo contenti di iniziare e siamo sereni e motivati. Il campo ci farà vedere come siamo messi”
Si aspetta altri colpi sul mercato?
“Con la società abbiamo una linea coerente e sono contento di quello che ho. Abbiamo una linea che stiamo seguendo con ragazzi giovani che fanno crescere il valore della rosa. Sappiamo che con i giovani serve pazienza ma in questo contesto inserire un giovane è più facile. C’è anche il lavoro della società per farli crescere”
Che Torino si aspetta? “Ha cambiato l’allenatore e la struttura è rimasta la stessa. C’è l’incognita sempre del nuovo allenatore ma conoscendo Baroni, che stimo molto, mi aspetto un Torino che verrà a giocare la sua partita. Sulla carta non hanno niente da perdere ed è una squadra strutturata e in salute”
Si sente un allenatore di scuola italiana calcisticamente?
“Sono arrivato in Italia nel 2003 e sono maturato in Italia senza dimenticare comunque il passato all’Ajax con tutte le sue metodologie. Non voglio denigrare nessuna cultura, ci sono mille sfumature di calcio e bisogna percepirle. Anche all’estero apprezzano quello che facciamo noi ma non esiste una regola. Ci sono idee e principi e anche la sensibilità dell’allenatore. Il calcio è un arte, ci vuole un po’ di tutto. Qui forse siamo un po’ schiavi dei risultati. Stavo pensando al PSG che l’hanno scorso ha giocato i playoff. Non esiste la regola ma esiste il tempo. Purtroppo o per fortuna nell’Inter il tempo non esiste e bisogna partire forte già domani.”
Lei da calciatore ha conosciuto l’affetto di San Siro. Probabilmente la Curva almeno all’inizio non ci sarà. Che effetto potrebbe dare? Vuole fare un appello a tutto il pubblico?
“Spero che ai giocatori non tocchi questa cosa e spero che la situazione si risolva il prima possibile. La squadra ha bisogno di essere sostenuta e spero che avremo di nuovo tutto lo stadio con noi”
In base a quali considerazioni sono cambiate alcune traiettorie di mercato?
“Io voglio qualità e non quantità. Alcuni giocatori di qualità non li abbiamo presi non per colpa nostra. I giocatori arrivati possono alzare il livello della squadra”.
Foto: sito Inter