Chi è Amorim: come gioca, i sei trofei in Portogallo e quel calcio che ricorda Gasperini
15/06/2026 | 16:18:45

Il Milan abbraccia Ruben Amorim, sarà il portoghese il nuovo allenatore dei rossoneri. Una carriera da giocatore quasi completamente spesa nel Benfica, con il quale ha vinto quattro titoli portoghesi, poi una parentesi al Belenenses e al Braga, 14 presenze nella Nazionale portoghese, una manciata di partite pagate fior di quattrini con i qatarioti dell’Al-Wakrah. Amorim inizia ad allenare nel 2018 a soli 33 anni al Casa Pia di Lisbona, allora in terza serie, che trascina in alto (verrà promosso). Ma lascia a gennaio 2019 perché la federazione lo squalifica (poi revocata) per aver dato istruzioni a bordo campo, senza avere ancora il patentino. Il presidente del Braga Salvador lo chiama per la squadra B, in C, ma lui mette in fila 8 successi in 11 gare, tanto che il boss del Braga licenzia Sá Pinto, tecnico della prima squadra all’8° posto, e mette lui in panchina a fine dicembre. Amorim debutta a gennaio 2020 con i grandi del Braga con un 7-1 in casa del Belenenses, il 25 gennaio vince la Coppa di Lega sul Porto, e in 13 match raccoglie 10 successi, fa a tempo a battere le tre big e risale al 3° posto. Un fulmine. Risultati che non passano inosservati, così a marzo 2020, dopo soli 2 mesi, il presidente dello Sporting Varandas lo vuole a Lisbona e paga 10 milioni al Braga per averlo. Dopo 4 anni di successi allo Sporting Lisbona (dove ha lanciato tra gli altri Gyokeres), con due campionati vinti che hanno rotto l’egemonia ventennale di Porto e Benfica, arriva la ricca chiamata dalla Premier (6,5 milioni di sterline a stagione). L’esperienza allo United (che pagò una ricca clausola di 11 milioni di sterline per strapparlo ai portoghesi) è finita male dopo aver regalato più dolori che gioie. Aveva già assaggiato Old Trafford quando fu assistente di Mourinho nel 2018. In passato ha giocato prevalentemente con il 3-4-1-2 che può convertirsi in 3-4-2-1 o in 3-4-3. La fonte di ispirazione non è mai stata precisata, ma per modulo e modo di giocare è un calcio che in qualche modo può ricordare quello di Gasperini. Un calcio basato sulla costruzione dal basso ma con pazienza e attaccare con velocità sugli esterni, mentre in fase difensiva impone un pressing alto per una riconquista immediata del pallone. In totale in carriera da allenatore ha vinto due campionati portoghesi, tre coppe di lega e una supercoppa, sempre in Portogallo.
foto sito united