Capolinea Miha: Milan senza limiti. Ma paga solo lui?

11/04/2016 | 23:50:00

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Un incontro ad Arcore per anticipare una scelta: Sinisa Mihajlovic ormai al capolinea. Largo a Cristian Brocchi, il predestinato, ovvero il pupillo di Silvio Berlusconi. Il Milan, in attesa di formalizzare il tutto con l’annuncio ufficiale, ha ormai deciso di svoltare così: non era un problema di buon risultato, oppure di discreta prestazione contro la Juve. Il problema, molto più evidente, era rappresentato dal particolare che tra Berlusconi e Mihajlovic non esistevano più margini di manovra. Non da oggi, da sempre. Quindi non era un problema di conquista dell’Europa League o meno, ma di compatibilità. Nel caso di Silvio, di sopportazione. È un Milan senza limiti, quindi senza senso, nella strisciante umoralità che porta ad assumere simili decisioni. Brocchi era il predestinato per la prossima stagione, anticipare può essere letto come il tentativo di consentirgli il miglior inserimento possibile in prima squadra. Ma se andasse ancora peggio, per quale motivo scaraventare su una panchina che scotta un giovane allenatore che, forse, andrebbe maggiormente tutelato? Se il Milan non va in Champions per la terza stagione consecutiva, la colpa non è soltanto di Seedorf, Inzaghi o Mihajlovic, ma è figlia o parente strettissima di una progettualità ormai dimenticata in casa rossonera. E quindi perché paga sempre l’allenatore di turno e non anche chi – ormai sono tre anni – ha mandato il Milan in testacoda? 

Foto: Twitter Milan