Buffon, stop a 40 anni: sarebbe in buona compagnia

13/04/2015 | 19:45:00

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Un calciatore di movimento a 30 anni solitamente viene considerato all’inizio del viale del tramonto, per i portieri è diverso: se non vengono reputati giovani, poco ci manca. Sgattaiolando felini tra i legni si sprecano chiaramente molte meno energie, ragion per cui la carriera per gli estremi difensori da sempre è più lunga. Il nodo cruciale semmai è un altro: fino a quando i riflessi consentono di mantenere standard elevati? La differenza tra i campioni e il resto dei colleghi sta tutta qui.

Ebbene, nel corso di un’intervista rilasciata ai francesi de L’Equipe, Gigi Buffon ha manifestato la volontà di giocare fino a 40 anni, ritenendo di poter competere ad alti livelli per altre tre stagioni. Difficile dar torto al portierone di Juventus e Nazionale che, malgrado le 37 primavere sulle spalle, costantemente risulta tra i migliori in campo, conferendo solidità alla retroguardia con la consueta maestria. Gigi nostro sicuramente rientra nell’élite di tutti i tempi, probabilmente per continuità di rendimento è il migliore di sempre, al netto dei premi individuali (solo al mitico Lev Yashin, ritiratosi a 41 anni, fu assegnato il Pallone d’Oro nel lontano 1963).

Ma tanti sono i goalkeeper che nella storia hanno sfondato il muro degli “anta”. Impossibile elencarli tutti, ma alle nostre latitudini il primo pensiero non può che andare al monumentale Dino Zoff, che disse basta nel 1983 (anch’egli dopo aver spento le 41 candeline). Meglio ancora ha fatto l’eterno Marco Ballotta: fino ai 44 anni è stato in organico alla Lazio (recordman di longevità in Serie A) e ancora oggi il 51enne specialista bazzica sui campi dell’Eccellenza emiliana, difendendo la porta del Castelvetro. E che dire di Andrea Pierobon, riappropriatosi dei guantoni da numero uno del Cittadella a pochi mesi dal compimento dei 45 anni?

Fuori dai nostri confini merita un approfondimento la Premier League, da sempre teatro prediletto per le recite di ultraquarantenni: il leggendario Peter Shilton, che in Inghilterra detiene una miriade di record, appese le scarpette al chiodo a 48 anni, chiudendo tra le file di quel Leyton Orient oggi allenato da Fabio Liverani. Bruce Grobbelaar, il professionista dello Zimbabwe che con l’indimenticabile show tra i pali del Liverpool, alla lotteria dei rigori, negò alla Roma la Coppa Campioni davanti al pubblico amico dell’Olimpico, si ritirò dalle scene a 45 anni. Tornando al nutritissimo club dei 41, come non menzionare David Seaman, storico titolare dell’Arsenal prima della parentesi finale al Manchester City, ed Edwin Van der Sar, che dopo aver deluso alla Juve (venendo rimpiazzato proprio da Buffon) rinverdì al Manchester United i gloriosi fasti dell’Ajax. A proposito di Red Devils, a 40 anni salutò l’immenso danese Peter Schmeichel, mentre ancora oggi nella massima serie inglese militano l’americano Brad Friedel, classe 1971, in scadenza di contratto con il Tottenham, e l’australiano Mark Schwarzer, 42 anni compiuti, che a gennaio ha lasciato il Chelsea per passare al Leicester di Cambiasso.

Da ricordare certamente anche il belga Michel Preud’homme, l’attuale allenatore del Bruges si fermò a 40 anni (il Benfica fu il suo ultimo club). Chiudiamo il quadro con uno spruzzo di Sudamerica: dai colombiani René Higuita (stop a 43 anni e inconfondibile per lo stile) e Faryd Mondragon, che la scorsa estate – con i suoi 43 anni e 3 giorni – è diventato il giocatore più anziano ad aver giocato una fase finale di un Mondiale, al brasiliano Rogerio Ceni, 42enne ancora in forza al San Paolo.

Insomma, Gigi sarebbe davvero in buona compagnia…

Foto: Buffon-Grobbelaar-Shilton

                                                                                                                                     Jody Colletti  Twitter: @JodyColletti