Buffon: “Mondiale? Quattro favorite, noi in seconda fila ma…”

28/05/2014 | 14:50:00

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Il capitano della Nazionale azzurra, Gigi Buffon, è intervenuto in conferenza stampa a Coverciano. Ecco l’estratto delle sue dichiarazioni, riprese dai colleghi di Tmw:

“Facendo gli scongiuri dovrebbe essere il mio quinto mondiale. È un buon traguardo, ma non per questo mi appaga pienamente. Il nostro obiettivo? Non mi sento di dire oggi che noi potremo raggiungere la finale. Penso che la nostra Nazionale sia diventata una squadra affidabile, nel senso che riesce sempre a vincere le partite che deve vincere ed alcune volte riesce a sorprendere nelle occasioni nelle quali non siamo favoriti. Dai quarti di finale in avanti sarebbe ugualmente un buon Mondiale, anche perché dipenderà molto dalle squadre che si incontreranno nel proseguimento del torneo. Ipoteticamente, potremmo affrontare la Spagna e ci potrebbe stare di uscire. Ogni tanto non vincono i più forti, ma i più bravi. Il gap da Spagna e Brasile? Noi siamo una squadra matura, con delle certezze, che conosce i pochi limiti. Però dobbiamo riconoscere con onestà e trasparenza i valori degli avversari: rispetto a Spagna, Argentina, Brasile e Germania noi partiamo un gradino sotto. Queste sono le favorite, a seguire metto noi, la Francia, che ha un potenziale davvero grande, e poi il Belgio, che non sarebbe più nemmeno una sorpresa, se dovesse arrivare nei quarti o in semifinale. Cassano, Rossi e Balotelli? Li vedo bene, c’è la predisposizione da parte di tutti a fare il massimo per non avere rimpianti. Inghilterra e Uruguay nel girone? Probabilmente, in questo momento, l’Italia è una squadra che può pensare di spingersi un po’ più in là rispetto a loro. L’Inghilterra è quasi rivoluzionata, con tanti giovani, quindi non parte con il favore del pronostico ma se riuscisse a trovare subito l’amalgama potrebbe anche stupire. L’Uruguay è un’altra squadra affidabile come noi: difficilmente fallisce gli appuntamenti clou. Il rinnovo di Prandelli ed eventualmente di Conte? Quando si viene da anni importanti, la speranza di ogni allenatore è quella di poter continuare il lavoro ed il progetto perché c’è la sensazione di non aver sparato tutte le cartucce. Questi margini di miglioramento possono emergere solo se si dà continuità. Differenza con la Champions? Il Mondiale è una competizione strana e breve, nella quale alcune volte i parametri dei valori non vengono rispettati, magari può sorprendere una squadra che in quel momento arriva con maggiore energia, maggiore freschezza e, magari, maggior fortuna. A differenza della Champions, che dura tutto l’anno, c’è maggior spazio per qualche outsider di entrare tra le favorite. E comunque la Champions è meno nazionale come discorso, ma hai più probabilità di vincerla perché si gioca ogni anno, mentre il Mondiale ogni quattro”.