Brocchi: “Voglio rilanciare Balotelli, può essere decisivo”
13/04/2016 | 13:43:00

Oggi a Milanello si è svolta la prima conferenza stampa di Cristian Brocchi nelle vesti di allenatore del Milan. Non ha presenziato il presidente Silvio Berlusconi e al fianco di Cristian Brocchi si è seduto l’amministratore delegato Adriano Galliani.
Cosa conserva: “E’ stato fatto un ottimo percorso sotto questo punto di vista, ho visto un gruppo di ragazzi che ha voglia di lavorare e impegnarsi durante la settimana. Va dato merito a Sinisa e il suo staff sotto questo punto di vista”.
Cosa cambierà: “Voglio portare la mia metodologia e il mio modo di allenare, che può essere sotto certi aspetti diversi rispetto a metodi di altri allenatori. Voglio aiutare i ragazzi ad interpretrare bene il campo”.
Lavorare con la prima squadra: “Ieri è stato il primo giorno, è stato particolare. non si può pretendere di resettare tutto nell’immediato. E’ un cambio che segna e che ti da qualcosa in più. E’ stato un buon impatto anche perché conoscevo l’ambiente di Milanello. Sul campo sto cercando di fare qualcosa di mio”.
Sul modulo: “Nel mio percorso ho usato il 4-3-1-2 e il 4-3-3. A me piace giocare con una difesa a 4 e un centrocampo a 3 e nel tridente offensivo mi è sempre piaciuto giocare con alternative diverse. Con la Primavera in questa seconda parte di stagione ho giocato con il trequartista. Nella squadra ci sono giocatori che possono giocare a tre e che possono fare il trequartista, ma anche a tre davanti. Saranno sicuramente questi i moduli che userò”.
Se ha paura di essere bruciato: “In questi mesi è stato utilizzato molto questo termine. Si tratta di giocarsi una grande opportunità, è ovvio che ci sia il rischio quando hai una chance così grande. Bisogna avere l’umiltà di capire che se le cose non dovessero andar bene, si può ripartire senza pensare alla grande occasione andata male. Mi sento positivo, affronto quest’ esperienza con la massima voglia. Non ho paura e so quello che posso fare”.
Obiettivi: “E’ fondamentale conquistare l’Europa per il prossimo anno. Non si può pensare da adesso alla finale di Coppa Italia contro la Juve, ma bisogna preparare le partite nel migliore dei modi. Stiamo lavorando per questo, bisognare dare uno o due segnali ogni giorno non solo in campo, ma anche fuori”.
Sul contratto: “Non è il mio contratto che mi fa essere sereno o meno. Fare il bene del Milan è la priorità in questo momento, di tutti. Se dovesse andare male allora lo riconoscerò”.
Rapporto con Berlusconi: “Non sono andato da lui a farmi pubblicità, il presidente segue il Milan sotto ogni punto di vista. Amici fidati gli hanno portato relazioni importanti sul modo con cui allenavo e facevo giocare la Primavera”.
Riguardo la rosa: “Il livello è buono e l’ho detto anche ai ragazzi, i giocatori devono essere consapevoli di poter fare molto di più di quello che hanno fatto fino a questo momento della stagione. Non è certo colpa di Sinisa, il discorso è relativo al singolo giocatore. Bisogna credere nei propri mezzi, ragionare come gruppo e mettersi a disposizione della squadra”.
Sui problemi del Milan: “Dobbiamo trasmettere sicurezze ai giocatori che durante la partita possono andare in difficoltà, i calciatori vanno conosciuti bene sotto il punto di vista psicologico. C’è bisogno di integrarsi nei movimenti dell’intera squadra per essere più sicuri”.
Riguardo il Milan italiano: “Abbiamo diversi giocatori della Primaver del Milan in rosa, come Donnarumma, Calabria e Locatelli, quest’ultimo pronto per scendere in campo dopo un periodo di integrazione con la prima squadra. I ragazzi devono crescere, se poi si dovesse presentare l’opportunità, allora saranno integrati altri giovani”.
Diffidenza iniziale: “Ne sono consapevole e capisco. Mi dovrei fermare perchè qualcuno ha questo pensiero? Assolutamente no. Ognuno piò dire ciò che pensa, non ho mai cercato aiuti e sponsorizzazioni e per questo mi rende orgoglioso, lavoro e vado avanti con passione. Non penso di essere il più bravo, ma nemmeno il più scarso”.
Riguardo il poco tempo a disposizione: “Ammetto che il rischio di fare male sia più alto rispetto a quando si prende in mano una squadra ad agosto, ma questa è l’opportunità che ho avuto e che mi tengo”.
Se segue qualche modello di allenatore: “Ho lavorato con tanti allenatori bravi, i due tecnici che mi hanno lasciato il segno sono Prandelli e Ancelotti, i loro consigli mi aiuteranno”.
Su Balotelli: “Il pensiero di rilanciarlo mi affascina e mi stimola. Mario è un calciatore importante, mi piace tanto. Se continua a giocare come contro la Juventus, diventerà fondamentale per la squadra”.
Foto: sito ufficiale Milan