Brocchi: “Il chiarimento con Bacca è stato emozionante”

24/04/2016 | 16:03:00

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Il tecnico del Milan Cristian Brocchi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Verona: “C’è bisogno di dare fiducia e certezze alla squadra. Abbiamo avuto poco tempo per lavorare in questi giorni su questo, ma abbiamo preso in mano anche questo aspetto. Sono dell’idea che squadre anche di livello inferiore riescano ad andare a concludere con maggiore frequenza avendo una conoscenza maggiore del pensiero del proprio allenatore. Come ho già detto tante volte, per me i giocatori che ci sono in rosa hanno la possibilità di fare molto di più di quello che hanno fatto. La rosa del Milan è quella che rappresento, io devo dargli qualcosa in modo che le loro caratteristiche possano emergere. Ho fatto un conto, fino ad ora ho lavorato sul campo 13 ore. Non possiamo avere la presunzione di aver già lavorato nel modo migliore possibile su tutte le aree. La cosa su cui abbiamo lavorato di più è quello di cercare di far capire ai giocatori che dobbiamo avere il pallone per il maggior tempo possibile. Poi andranno affinati i dettagli. Oggettivamente parlando qualcosina dal punto di vista del possesso palla si è vista, anche se è stato sterile. Ma se non inizi a giocare capendo che puoi stare in comando della partita non puoi arrivare allo step successivo. Fa parte del progetto. Sono contento di questo step iniziale. Spazio per altri giovani? Il progetto è un progetto che nasce dal basso e deve portare dei ragazzi pronti per giocare in prima squadra. Stiamo lavorando perchè il progetto arrivi anche sopra. Se avrò la fortuna e la bravura di rimanere anche qua l’anno prossimo verrà dato un seguito importante. Se dovesse arrivare un allenatore diverso con idee diverse è normale che il progetto si blocchi. Pensare a dei debutti in questo finale di stagione per dare dei contentini ai ragazzi non mi sembra una cosa giusta. Se scenderanno in campo sarà un merito. Bacca? E’ stato importante quello che ci siamo detti nello spogliatoio. E’ stata una delle scene più emozionanti che ho vissuto sinora da allenatore. E’ qualcosa che cementa il gruppo. Modulo col trequartista? Gli unici che non hanno digerito questo cambio di sistema sono al di fuori dello spogliatoio e questa cosa mi sorprende. Dovrebbero essere i giocatori a dirmi che non si trovano bene, in realtà loro sono molto contenti. Sono fiduciosi e vogliosi di conoscere. Nessuno di loro ha mai portato alla luce questo problema. Siamo in un mondo dove ognuno può dire la sua. Nella mia concezione il trequartista fa da collante con il centrocampo e li valuto in base alle caratteristiche. E’ come uno scacchiere e tu a seconda delle caratteristiche scegli chi far giocare. Fuori può sembrare strano, ma per il mio modo di pensare è così. Menez? Secondo me, e non parlo di Jeremy in particolare ma parlo di giocatori solisti in generale, un conto è quando hai un gruppo forte e il gruppo forte in maniera automatica riesce a tirare dentro chi fa un po’ più di fatica, però questa cosa mi lascia un po’ perplesso. Io ho visto un Menez che c’è all’interno del gruppo, ride, scherza, parla è positivo. La speranza è che riesca a fare quello che gli ho chiesto. Se ci dovesse riuscire i compagni ne trarrebbero giovamento perchè la qualità è fuori discussione”.

Foto: Milan on Twitter