Borgonovo, storia di gol e di grande umanità

27/06/2013 | 21:39:00

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Era l’anno 2008 quando Stefano Borgonovo, il 5 settembre, annunciava di essere affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica, più semplicemente nota come SLA, la gravissima patologia che aveva già colpito diversi ex protagonisti del rettangolo verde, tra cui lo storico capitano del Genoa, Gianluca Signorini. In campo dal 1982 al 1996, quasi tre lustri di militanza ad alti livelli per BorgonovoComo, Fiorentina e Pescara le squadre per cui ha corso e sudato di più nel corso di tante stagioni, impreziosite da ben 66 reti realizzate in campionato, in un calcio diverso dove si segnava di meno perché si badava soprattutto a non prenderle. E poi la bellissima parentesi con la maglia del Milan di Sacchi nell’89-90, contraddistinta da un paio di gol pesanti e dalle gioie di una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa europea.  Dal momento in cui la malattia divenne di dominio pubblico, gli scatti dell’ex centravanti iniziarono a fare il giro del mondo: per quanto costretto all’immobilità e impossibilitato anche a parlare (per comunicare utilizzava un sintetizzatore vocale), Stefano si intestò una vera e propria battaglia -unitamente alla moglie Chantal ed ai quattro figli- capace di toccare i cuori di tutti gli italiani. Nello stesso 2008 costituì la Fondazione Stefano Borgonovo Onlus, per sostenere la ricerca contro un nemico mortale da affrontare e debellare. Abbiamo ancora negli occhi le immagini degli eventi benefici, trasmessi in diretta tv, per sensibilizzare l’opinione pubblica su una nuova, dolorosa, frontiera ancora a tanti sconosciuta. Traeva forza e voglia di lottare anche dagli innumerevoli amici, ex colleghi e semplici supporters che gli dimostravano vicinanza. Ma probabilmente era lui a infondere loro il messaggio più importante: l’importanza della vita, un miracolo cui restare aggrappati con le unghie e con i denti fino all’ultimo minuto. E il triplice fischio per Stefano purtroppo è arrivato nel tardo pomeriggio di oggi, il calcio italiano è in lutto, ma la testimonianza di Borgonovo continuerà a fungere da stimolo ed esempio. Rinnoviamo alla famiglia le più sentite condoglianze da parte di Alfredo Pedullà e dei suoi collaboratori.