Avellino, una risposta tutta italiana per cantare fuori dal coro
20/07/2026 | 23:25:57

Quante volte si dice: ma perché i club italiani non valorizzano i giovani di casa nostra piuttosto che puntare su stranieri che spesso costano un occhio della testa e non danno ritorni all’altezza? L’Avellino canta fuori dal coro, la strategia del direttore sportivo Mario Aiello è figlia di un certosino lavoro di semina. Il portiere Martinelli dalla Fiorentina, il doppio colpo Moruzzi e Faticanti dalla Juve, l’arrivo a titolo definitivo del trequartista Di Maggio dall’Inter, l’imminente operazione Lulli dalla Roma per la fascia destra. È la prosecuzione di quanto era stato impostato la scorsa estate, con la differenza che il consolidamento della categoria ha permesso all’Avellino di avere ulteriore forza. Ma c’è di più, nel senso che l’Avellino sta investendo su giovani (Scotti, Della Rocca), già pronti per la Serie B e che potrebbero essere a maggior ragione dopo una stagione da protagonisti in C. Le parole sono belle, i fatti ancora di più: l’Avellino punta anche sul made in Italy, all’interno di uno zoccolo duro che ha raggiunto i playoff pochi mesi fa e che ha intenzione di essere protagonista. Idealmente potrebbe allenarsi a Coverciano almeno una volta a settimana, della serie “ai giovani di casa nostra noi ci crediamo”.
foto sito avellino