Allegri, quello squillo con dedica in casa City
16/09/2015 | 00:28:00

In Italia funziona così: dopo tre giornate se un allenatore non ne vince una, diventa quasi incapace. Probabilmente inadeguato. Molto spesso a rischio. Nel bel mezzo della rivoluzione tattica, dopo un mercato – quello della Juve – che ha portato a cessioni illustri, gente forse insostituibile per carisma e leadership. Allegri è entrato in pieno cantiere aperto e a Manchester, nell’esordio in Champions, si è tolto la prima grande soddisfazione. Vittoria in casa del City, ospite di quel club che aveva scialacquato sul mercato non soltanto nell’ultima sessione estiva, ma negli ultimi cinque anni. Saracinesca Buffon, un gol irregolare incassato nella ripresa, la straordinaria reazione figlia anche degli episodi. Mandzukic più Morata, due graffi che hanno fatto male al City. E che fanno benissimo alla salute della Juve, soprattutto in vista del campionato: dalla visita al Genoa dovrà partire la rincorsa e l’aspirina City servirà tantissimo. In pieno cantiere aperto, Allegri ha avuto un dignitoso Hernanes, un apprezzabile Cuadrado, in attesa del turbo Alex Sandro, il mancino che serviva per la fascia. Morale: Allegri non era diventato un brocco all’improvviso, sta lavorando per ritrovare la Juve. Lo squillo con dedica, proveniente da casa City, aiuterà parecchio. E i detrattori, magari, spariranno all’improvviso.
Foto: Juve on Twitter