Allegri: “Pirlo? Adesso parlare di mercato non serve”
08/05/2015 | 12:17:00

Massimiliano Allegri protagonista nella classica conferenza stampa della vigilia a Vinovo che fa da preludio all’anticipo di campionato contro il Cagliari di Festa
Sulle condizioni di Pogba: “Questo di possibilità è difficile. Ieri ha fatto un buon allenamento, ha lavorato anche con la palla. Domani può giocare o dall’inizio o a partita in corso. È importante averlo in condizione a Madrid“.
Sul possibile turnover di domani: “Abbiamo il dovere e l’obiettivo di superare gli 80 punti. Domani col Cagliari e col Napoli saremo in casa, poi due trasferte. Abbiamo ancora 12 punti. Cambierò qualcosa, la squadra ha speso molto nelle ultime partite. Ho giocatori in condizione di vincere. Tutti hanno più o meno giocato, a patre Romulo. Anche lui potrebbe giocare“.
Sui successi ottenuti in campo nazionale e internazionale anche senza Pogba: “È la dimostrazione che la società ha lavorato bene, che nella rosa oltre al gruppo storico ci sono stati innesti giovani e imporanti che hanno avuto il tempo di ambientarsi e adattarsi alla Juventus. Per un giovane giocare sempre per vincere non è facile. Morata ha avuto delle difficoltà, come Coman, Sturaro ha dimostrato di essere un buon giocatore, Pereyra ha 23 anni, non è un veterano. Sono in crescita, quando ci sarà un cambio generazione abbiamo già giocatori giovani dietro. Societa che si è mossa bene e lo farà anche l’anno scorso“.
Sulle critiche per le dichiarazioni di Pirlo: “Andrea è stato criticato ma ha giocato bene martedì. All’inizio ha sbagliato qualche palla di troppo ma ha finito in crescendo. Adesso parlare di mercato non serve, dobbiamo essere concentrato. Dobbiamo fare punti in campionato e abbiamo 2/3 partite fondamentali da giocare ancora“.
Su Buffon e Tevez: “Domani gioca Storari e Tevez starà fuori. Per il siparietto? Non me ne ero neanche accorto. Ha borbottato qualcosa ma ci siamo salutati senza problemi, quando un giocatori è normale si arrabbi. Ha fatto una delle sue stagioni migliori quest’anno è ha delle potenzialità per ripetersi“.
Sul Barcellona: “Ci auguriamo anche noi di arrivare in finale. Il Real è una squadra di altissimo livello e a Madrid dovremo fare meglio di martedì. Il Barcellona gioca un calcio straordinario, ha quei tre daavnti che sono indemoniati. Un conto è farci due partite e un conto solo una“.
Sul vantaggio psicologico in vista del ritorno contro il Real: “Non esiste, le gare di Champions sono diverse. Abbiamo fatto passare la vittoria della scudetto per la Champions, l’abbiamo vinto a 4 giornate dalla fine. In tanti non ci credevano ad inizio anno. L’atmosfera dela Champions è straordinaria. Se sei bravo e un pizzico fortunato arrivi in finale, altrimenti vai fuori con una delle squadre più forti d’Europa“.
Sui paragoni ai grandi tecnici italiani: “Tanti allenano ancora allenano, come Ancelotti, ci vuole però grande rispetto. Non c’è solo un metodo per vincere. L’altro giorno pensavo, l’Atletico ha perso in finale per un calcio d’angolo, il Milan la perde vincendo 3-0 il primo tempo e poi la vince per una palla rimbalzata su Inzaghi l’anno dopo, idem il Chelsea. La Champions è strana. Per me è importante essere arrivati a questo livello in un’annata dove l’obiettivo era passare il turno e in cui nessuno si aspettava di arrivare a 95′ da Berlino. Godiamoci il momento altrimenti nella vita non si gode mai di niente“.