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Jolly: Federico Di Francesco, il possibile crack

L’operazione perfezionata la scorsa estate era passata, senza alcuna ragionevole motivazione, tra l’indifferenza di buona parte degli addetti ai lavori, ma non ci sono dubbi sul fatto che il Bologna abbia visto lungo nell’assicurarsi Federico Di Francesco. Nonostante la travagliata annata della Virtus Lanciano tra noti problemi societari e il verdetto della retrocessione, il ragazzo nativo di Pisa si è contraddistinto tra i più interessanti prospetti del torneo cadetto. Molte compagini sono rimaste ferme al palo, o si sono mosse con incomprensibile ritardo, non intuendo l’ottima convenienza dell’affare in termini qualità – prezzo.

Fiuto per il goal, estrema duttilità tattica, spirito di sacrificio, senso di gruppo, dinamismo, capacità nell’aggredire gli spazi. Un elemento universale, il classico esempio di completo e moderno centrocampista offensivo, con ulteriori margini di miglioramento in prospettiva. La prima annata nella massima serie può senz’altro considerarsi positiva, nonostante qualche problema fisico ne abbia condizionato la continuità d’impiego nel momento in cui la stagione avrebbe potuto svoltare a livello personale. In ogni caso il figlio d’arte è comunque riuscito a lasciare il segno nelle fila del Bologna, risultando uno degli elementi più efficaci in zona realizzativa, fornendo a Donadoni un’alternativa di valore ad un reparto caratterizzato da prolungata sterilità e una lunga serie di infortuni.

I felsinei si ritrovano tra le mani un profilo destinato a diventare con buone probabilità un potenziale crack. Qualità tecniche sopra la media gli consentono di creare spesso e volentieri l’agognata superiorità numerica, una duttilità tattica con pochi eguali fa alzare ulteriormente l’asticella, essendo in grado di ricoprire le mansioni di esterno e trequartista con la medesima efficacia nell’agire da seconda punta in appoggio al riferimento offensivo. Dinanzi a carenze d’organico in determinate posizioni e alle difficoltà palesate sotto rete dal collettivo, il Bologna ha potuto affidarsi alle caratteristiche dell’ex Lanciano per uscire dalle criticità che non sono mancate nel corso di un’annata con minori soddisfazioni rispetto alle aspettative estive.

Ancora 23 anni da compiere, ma già la personalità del leader, le qualità del giocatore che fa la differenza con la concretezza spesso assente in profili talentuosi ma destinati a perdersi in un bicchiere d’acqua, specchiandosi allo specchio e attribuendo priorità ai tocchi leziosi rispetto alle esigenze del gruppo. Le vicissitudini affrontate in cadetteria l’hanno ulteriormente fortificato, si sono rivelate l’occasione giusta per confermarsi un punto di riferimento per tecnico e compagni dentro e fuori dal campo, mettendo in evidenza la massima concentrazione e la continuità di rendimento a prescindere da fattori esterni. Il proprio apporto alla causa comune non è mai venuto a meno, con la soddisfazione del club dinanzi ad un professionista esemplare.

La ambizioni dei rossoblu non erano mai state nascoste a livello societario, Federico Di Francesco rientra senza ombra di dubbio tra gli elementi dai quali ripartire, consolidando la colonna portante della rosa e puntando sulla migliore programmazione possibile. Le sue prestazioni stanno iniziando a suscitare l’interesse di formazioni di primo piano, ma il Bologna avrà il dovere di sfruttare al massimo un esempio di lungimiranza risalente all’estate 2016, non lasciandosi sfuggire un tassello imprescindibile nella costruzione di un team ambizioso che si pone l’obiettivo di portare la piazza a nuovi successi, assenti oramai da fin troppo tempo.

Diego Anelli Direttore www.sampdorianews.net

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