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DAL BARCONE DELLA DISPERAZIONE ALLA BUNDESLIGA: LA FAVOLA DI AKOLO, NUOVO RE DI STOCCARDA

Partiamo dai fatti. Alla Mercedes-Benz Arena si sta giocando Stoccarda-Colonia, classico anticipo del venerdì valevole per l’ottava giornata di Bundesliga. Fino al minuto 94 il parziale è inchiodato sull’1-1 per effetto delle reti siglate dall’ex juventino Donis, per i padroni di casa al 38’, e da Heintz, autore del pareggio ospite al 77’. Dopodiché entra in scena il genio, che si concretizza nella velocità di pensiero e nei piedi di Chadrac Akolo, che parte dalla destra e fa fuori avversari in serie: passa in mezzo a due – dribblandoli come birilli-, ne evita un terzo in bello stile, aggira un quarto con un movimento ad uscire e poi calcia rasoterra verso la porta. Un sinistro tutt’altro che irresistibile, che però incontra la deviazione di un difensore e mette fuori causa Horn, che – leggermente spiazzato – vede rotolare la palla nel sacco. Lo stadio viene giù, esultanza comprensibilmente smodata per il diretto interessato che si becca volentieri il primo giallo in terra alemanna. Un altro gol decisivo dopo l’1-0 al Wolfsburg del 16 settembre scorso. Terza vittoria in campionato per lo Stoccarda, prontamente risalito dopo un solo anno nel purgatorio dai cadetti; su 10 punti totali, ben 6 portano la firma del nostro personaggio del giorno, che era andato a segno (in maniera ininfluente) anche contro lo Schalke. Ieri, per la prima volta, Hannes Wolf lo aveva fatto partire dalla panchina: l’attaccante esterno l’ha risolta con piglio…cinematografico. Già, servirebbe un film per raccontare di questo ragazzo, che oggi è un privilegiato, fa il lavoro più bello del mondo e lo fa anche bene, ma alle spalle ha una storia drammatica ma comune alle decine e decine di migliaia di persone che negli ultimi anni hanno attraversato il Mediterraneo su un barcone, a rischio della loro stessa vita, pur di scappare dal proprio Paese. Per molti il mare è diventato una tomba, per Akolo no. Lui, che nel 2009 era partito con il padre per ricongiungersi a madre e sorella, che li avevano preceduti trovando una sistemazione in Svizzera. Chadrac ce la fa, tocca terra, riesce successivamente a raggiungere le lande elvetiche e inizia una nuova vita lontano da quella Kinshasa che gli diede i natali, il primo aprile del 1995, ma anche giorni durissimi da affrontare, giorni “in cui non avevamo da mangiare”. La Svizzera come terra promessa, diversi mesi vissuti nel centro dei rifugiati richiedenti asilo di Bex (comune svizzero del cantone di Vaud) con “l’ossessione di essere rispedito in Congo con tutta la famiglia”. Proprio a Bex Akolo ricomincia ad inseguire il pallone, come faceva in patria per il Kinshasa Raven FC prima che la situazione precipitasse totalmente. Su di lui posano gli occhi gli scout del Sion, che nel marzo del 2012 lo mettono sotto contratto e gli consentono così di affinare le sue doti nel settore giovanile della società presieduta dal bizzoso Christian Contsantin. Arrivano 17 reti con la formazione Under 21, poi il salto in prima squadra con esordio datato 15 maggio 2014, in occasione del ko con il San Gallo. Il 2 febbraio del 2016 il Sion lo manda in prestito al Neuchatel Xamax, 9 reti tra i cadetti prima del ritorno alla base con relativa esplosione. La scorsa stagione, infatti, Chadrac Akolo con 15 gol trascina i vallesi ad un sensazionale quarto posto che vale i preliminari di Europa League e segna 3 volte anche in Coppa di Svizzera, dove la corsa del Sion si arresta soltanto in finale contro il Basilea pigliatutto che vendica – con il medesimo risultato di 3-0 – la sconfitta del 2015, finale che il nostro protagonista quotidiano aveva osservato dalla panchina. Infine, il sogno Stoccarda che si concretizza lo scorso 9 luglio, da un biancorosso all’altro con 6 milioni versati nelle casse del sodalizio svizzero. Dello strepitoso avvio di stagione dello sgusciante congolese (172 cm per 68 kg, destro naturale) vi abbiamo già parlato. Chiosiamo con il capitolo Nazionale: per un periodo in Svizzera si era pensato alla naturalizzazione, necessaria per fargli indossare la maglia rossocrociata, ma i tempi avrebbero potuti essere lunghi e così, alla fine, Chadrac ha optato per il Congo con cui ha debuttato, agli ordini di Florent Ibengé, 40 giorni fa nel 2-2 alla Tunisia al fianco dei vari Bakambu, Mpoku e Kakuta. La favola di Chadrac è destinata a continuare perché le caratteristiche sono davvero di livello. “Sta succedendo tutto in fretta, a volte penso che sto sognando e temo di svegliarmi”: annotiamoci bene il nome Akolo, anche a futura (ma non troppo) memoria in chiave mercato.

Foto: sito ufficiale Stoccarda

 

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