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Alfredo Pedullà

28/04/15, 15.10 Simeone spegne 45 candeline, il Cholismo ormai è religione
Sulle rive del Manzanarre si festeggia il 45esimo compleanno di Diego Pablo Simeone, il granitico condottiero dell’Atletico Madrid fresco di rinnovo fino al 2020, a riprova della sconfinata fiducia nutrita dal sodalizio presieduto da Cerezo nei confronti del tecnico argentino. L’annata che volge al termine non è stata all’altezza della scorsa, conclusasi con la sorprendente vittoria della Liga e con una Champions sfuggita solo al minuto 93, quando il gol di Sergio Ramos pareggiò quello di Godin aprendo la strada al trionfo del Real. Salvo sorprese i Colchoneros chiuderanno il campionato al terzo posto, alle spalle delle due tradizionali grandi, mentre è ancora forte l’amarezza per la sconfitta (l’unica su otto partite stagionali!) rimediata contro i cugini nei quarti della ex Coppa dei Campioni. E anche in Coppa del Re è arrivata l’eliminazione, per mano del Barcellona però. Conoscendolo, El Cholo non andrà in vacanza pienamente soddisfatto, pur conscio delle difficoltà che la cessione dei vari Diego Costa, Courtois e Filipe Luis (volati tutti al Chelsea) avrebbero potuto comportare. In compenso ha trovato in Griezmann una potenziale pietra miliare per il domani. Nel “dna calcistico” dell’ex mastino della mediana scorre parecchio sangue italiano. Da calciatore fu il Pisa a portarlo nel Bel Paese, era il 1990, prima delle successive avventure tra le file di Inter e Lazio, con cui nel 2000 centrò il tripletino (scudetto, Coppa Italia e Supercoppa italiana, oltre a quella europea vinta l’anno prima in biancoceleste). Anche da mister Simeone si è misurato in Serie A, facendo benissimo a Catania dal gennaio al giugno del 2011. Fu quella la prima esperienza lontano dai confini nazionali, dove in precedenza aveva guidato Racing, Estudiantes, River Plate e San Lorenzo. Salutate le falde dell’Etna, dopo un fugace ritorno ad Avellaneda, prese le redini dell’Atleti, riuscendo a trasmettere nel corso degli anni tutto il suo mordente ad una squadra abituata a non mollare mai. Il Manchester City gli avrebbe fatto ponti d’oro, lui però ha risposato la causa rojiblanca, che ha fatto del Cholismo una vera e propria religione. E il futuro, con il supporto dei cinesi del Dalian Wanda Group, recentemente entrati in società con una quota di minoranza, dovrebbe essere davvero roseo. Auguri Diego, buon compleanno! 
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Esclusiva: Destro, serve una mega offerta. E l'ingaggio...

24-08-2014, 00.21  -  Leggi gli articoli correlati
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Il Milan vuole correre in direzione Mattia Destro, la Roma pretende che il cartellino venga pagato secondo quelle che sono le indiscutibili qualità dell'attaccante. Sullo sfondo resta sempre il Chelsea: malgrado la presunta freddezza degli inglesi, i contatti ci sono stati, Destro piace molto, Torres non è intoccabile. Il Milan pensa di fare una proposta che possa avvicinarsi il più possibile ai 20 milioni, per ora è fermo a 15-16, quasi tutto il tesoretto dell'operazione Balotelli. E ha messo per ora da parte qualsiasi investimento sull'attaccante esterno. Ma bisogna fare i conti con la questione ingaggio: Destro guadagna 1,7 più bonus, ha detto no a una proposta del Wolfsburg quasi del doppio, è chiaro che vorrebbe guadagnare di più. Il discorso vale eventualmente per il Milan, per il Chelsea e nel caso in cui dovesse restare alla Roma. Funziona così quando sei al centro del mercato, inevitabile conseguenza.

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