RAUL DE TOMAS, DALLA CANTERA DEL REAL ALLA CONSACRAZIONE CON L’ESPANYOL

Nell’anticipo della 19a giornata di Liga di ieri l’Espanyol ha superato 2-1 il Valencia. Una vittoria per la squadra ospite ottenuta in rimonta con due reti messe a segno nel finale di gara. A ristabilire il temporaneo pareggio è stato Raul De Tomas, bravo a realizzare dal dischetto e a siglare il personale nono gol in campionato. Nato a Madrid il 17 ottobre 1994, De Tomas è cresciuto calcisticamente tra le fila del Real, giocando nelle giovanili fino ad arrivare all’esordio in Copa del Rey con la prima squadra forte della fiducia di Ancelotti. Successivamente, complice l’addio del tecnico italiano, De Tomas è costretto a lasciare i Blancos e a fare diverse esperienze in prestito al Cordoba, Real Valladolid e Rayo Vallecano. Proprio con quest’ultima squadra il suo rendimento è più che ottimo: con 38 reti in 65 partite è stato protagonista nel portare il club al raggiungimento dell’obiettivo salvezza per ben due anni consecutivi. Piccola curiosità: fin dal suo arrivo nella Franjia, De Tomas ha voluto cambiare il proprio nome sulla maglia, passando da quello completo all’abbreviazione R.D.T, motivazione che successivamente spiegherà come “scommessa con il suo personal trainer per comprarsi la sua maglietta”. Nel 2019 il Benfica si fa sotto e offre al Real Madrid 20 milioni portando l’attaccante in Portogallo dove però non incide, anche a causa di diversi infortuni. Nonostante questo l’Espanyol è convinto delle sue qualità e per 22.5 milioni lo riporta in Spagna nell’anno successivo. Una cifra che rappresenta per il club la più alta mai sborsata nella sua storia. Possiamo dire che ha avuto i suoi frutti: 23 gol la stagione scorsa per riportare i catalani nella massima divisione e prestazioni di grande livello finora anche in questo campionato con nove reti in diciotto presenze. Il suo rendimento positivo non è passato inosservato nemmeno a Luis Enrique che lo ha fatto debuttare a novembre con la Spagna. Insomma, De Tomas di gavetta ne ha fatta e questa stagione sta rappresentando per lui la definitiva consacrazione.