IL SIGILLO DI EMMANUEL BADU E L’UDINESE RISORGE

Aveva già messo il suo zampino nella partita con il Milan, ma non era bastato per completare la rimonta dell’Udinese che avrebbe assunto i contorni del clamoroso. Ieri pomeriggio, nella partita contro il Bologna, che poteva acuire ancor di più una crisi di risultati che avanzava inesorabilmente dalla seconda giornata (quattro sconfitte consecutive), ha dato il là alla vera svolta dei friulani: dall’1-0 di Mounier nel primo tempo alla grande rimonta della ripresa. E questa volta, il suo sigillo è stato decisivo eccome.



Emmanuel Badu ha prima pareggiato i conti, con un tap-in a distanza ravvicinata che non ha dato scampo a Mirante. Poi, con la sua esperienza e saggezza tattica in mezzo al campo, ha guidato i compagni in una insperata quanto desiderata vittoria, che equivaleva più ad una boccata d’ossigeno dopo le tante sconfitte. Il gol di Zapata, frutto proprio di una combinazione tra il ghanese e Di Natale, è stata la perla che ha regalato all’Udinese il secondo successo in questo campionato, dopo quello prestigioso con la Juventus alla prima giornata. E Badu può essere sicuramente considerato uno degli uomini chiave di questa Udinese targata Colantuono: muscoli e forza fisica, ma anche inserimenti in attacco e capacità di andare a segno. Come al Dall’Ara.

Il centrocampista ghanese, nato il 2 dicembre del 1990 a Berekum, si è guadagnato la stima della famiglia Pozzo da ben cinque anni, ovvero da quel 2010 che segnò il suo arrivo in Italia. Si sa, i proprietari del club bianconero – in tema di giovani promesse estere – sono ferratissimi. E questo giovanissimo africano, che si era messo in luce nella vittoriosa spedizione ghanese ai Mondiali Under 20 in Egitto nel 2009, era un’occasione da non perdere.



Lo scouting friuliano, abilissimo nell’anticipare la concorrenza della Sampdoria, lo aveva portato a Udine da mezzo sconosciuto, ma consapevole del fatto che – prima o poi – poteva esplodere anche nel nostro paese. E così è stato. Badu, giorno dopo giorno, partita dopo partita, ha conquistato sempre di più la fiducia dei tecnici che si sono avvicendati sulla panchina bianconera, diventando così un punto di forza.

Le caratteristiche di Badu si conoscono ormai a menadito: classico centrocampista in grado di esprimersi in tutti i ruoli, ma preferendo ovviamente quello del centrale davanti alla difesa. La grande forza fisica, l’agonismo e la velocità palla al piede nascondono le sue (prevedibili) magagne dal punto di vista prettamente tecnico. Ma per il suo ruolo da mediano non è importante: è il tipico giocatore che piace agli allenatori per il temperamento, lo spirito del non mollare mai e di sputare fino all’ultima goccia di sudore in campo.



La sua carriera ha inizio nel Berekum Arsenal, la squadra della sua città, nel 2001. Per cinque anni ha svolto la tradizionale gavetta nelle rappresentative giovanili, non prima di approdare in prima squadra nel 2007, l’anno in cui ha esordito nel massimo campionato ghanese.

L’anno successivo ha firmato un contratto con l’Asante Kotoko, uno dei club più famosi in Ghana (22 campionati nazionali vinti) e nell’intera Africa, grazie ai due successi (1970 e 1983) nella Champions League continentale. Dopo solo 18 presenze, nel 2009 è arrivata la chiamata di un club europeo, quel Recreativo Huelva che gli ha proposto un contratto di sei mesi con opzione di riscatto.

Ma Badu, nostalgico della sua terra, aveva subito fatto ritorno all’Asante Kotoko, nel mese di settembre, anche per preparare in casa il Mondiale in Egitto. E infatti, il 2009 è sicuramente l’anno più bello, finora, della sua carriera. Con la maglia della Nazionale Under 20, dopo una cavalcata spettacolare, ha segnato il rigore decisivo nella finale del Mondiale contro il Brasile, regalando un successo storico per l’Africa.

Il suo talento, a questo punto, non è passato inosservato all’Udinese, che l’ha ingaggiato nella finestra invernale del 2010. E in Italia, dopo la deludente parentesi spagnola, si ambienta alla grande. Il suo ruolino è stato sempre in crescita, dal 2010 in poi. Prima 5 presenze, poi 11 (2010/2011), poi ancora 18 (2011/2012), fino ad esplodere nel 2013 dove diventa titolare fisso. La stagione 2013/2014 il fiore all’occhiello, ovvero quella del primo gol in serie A (Udinese-Parma 3-1, 1 settembre 2013). Una stagione nel quale metterà a segno ben sei reti.

A 25 anni, Badu sta letteralmente conquistando la platea friulana. E può ancora migliorare. In attesa del (prevedibile) assalto di un top club. Che prima o poi, arriverà.