Dal Trap dei record al prodigio di Totti: Inter-Roma in salsa amarcord

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Inter-Roma: un posticipo all’insegna del chi si ferma è perduto, dal momento che entrambe le contendenti  prima della sosta hanno attraversato un periodo di flessione che le ha portate a perdere contatto con Napoli e Juventus. In attesa che si accendano i riflettori del Meazza, variamo una mini operazione nostalgia e andiamo indietro nel tempo per rispolverare due partite rimaste scolpite nella memoria, tra quelle di campionato disputatesi a San Siro.



Partiamo dal 30 ottobre del 1988, con la Beneamata del Trap ad ospitare la banda di Liedholm. I nerazzurri, che a fine anno conquisteranno lo scudetto dei record, fanno le prove generali del gol con Ramon Diaz, che sciuperà più di un’occasione nell’arco dell’incontro, e soprattutto con Matthäus, la cui bordata da fuori area viene deviata sulla traversa da Tancredi. Ma al 18’ i padroni di casa passano con Nicola Berti, lesto a risolvere con una zampata una mischia scaturita da un calcio d’angolo. Gli ospiti sfiorano il pareggio già nella prima frazione, ma Renato Portaluppi spreca malamente calciando addosso a Zenga, mentre nella ripresa, con Voeller, Giannini e Massaro non in gran giornata, è Desideri ad avere sui piedi la chance più ghiotta senza però riuscire a inquadrare lo specchio della porta. La gara resta aperta fino al minuto 83, a chiuderla è Aldo Serena che al secondo tentativo, dopo una prima respinta di Tancredi, insacca di sinistro a porta ormai sguarnita. A far calare il sipario sul match è l’espulsione di Manfredonia nel finale.

Adesso proiettiamoci idealmente al 26 ottobre 2005, turno infrasettimanale valevole per la nona giornata. Un match che Francesco Totti e tutti gli amanti del calcio difficilmente dimenticheranno, dal momento che ad impreziosire il 3-2 finale a favore dei giallorossi c’è uno dei gol più belli, se non il più bello in assoluto della carriera dell’ex capitano della Lupa, che alla mezzora del primo tempo prende palla a centrocampo, dribbla in serie avversari come birilli, arriva alle soglie dell’area di rigore e poi tira fuori dal cilindro una traiettoria magica che beffa Julio Cesar fuori dai pali. Un cucchiaio letteralmente da incorniciare che manda in visibilio il settore ospite e strappa applausi a scena aperta anche ai sostenitori di fede nerazzurra. Questa la principale fotografia di quella notte autunnale meneghina, iniziata con la rete di Montella al 12’ e proseguita nel segno di Totti che concede il bis dal dischetto ad inizio ripresa e poi si fa espellere nel finale unitamente a Veron, dopo che l’Imperatore Adriano aveva siglato la sua, di doppietta, rianimando la squadra di Mancini. Erano gli albori di quella Roma di Spalletti, stasera grande ex della contesa, che sostanzialmente impose in Italia il 4-2-3-1 senza punti di riferimento. Al termine del campionato le due squadre si ritroveranno, dopo la riscrittura della classifica dovuto a Calciopoli, ai primi due posti della classifica. L’Inter, oltre allo scudetto assegnatole a tavolino, vincerà anche la Coppa Italia.



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