Ultimo aggiornamento: sabato 08 maggio 2021 12:55

ZIZOU, È UNA LEGGE REAL

15.04.2021 | 13:30

ZIDANE REAL

Non più una sorpresa, ormai, ma una certezza della panchina. Zinedine Zidane, è davvero uno degli allenatori più vincenti della storia, nonostante la sua carriera sia iniziata da soli 5 anni.

Ma sono stati 5 anni di trionfi, di numeri impressionanti, di certezze per il tecnico francese, ovviamente sulla panchina del Real Madrid con cui ha esordito in un febbraio 2016, doveva essere un semplice traghettatore ma da allora, ha riscritto la storia del calcio anche da allenatore, dopo averlo fatto da calciatore.

Con lo 0-0 di Anfield con il Liverpool, Zizou ha centrato la quarta semifinale su 6 edizioni di Champions da allenatore. Nelle tre precedenti semifinali, non ha mai steccato ed è andato a vincere poi la Coppa, per 3 anni di fila.

C’è poco da fare, quando Zidane arriva fino in fondo, vince. Era accaduto nelle tre edizioni precedenti, le Champions 2016-2017-2018, vinte di fila. Poi l’addio al Real nell’estate 2018 e il ritorno in fretta e furia nel febbraio 2019, quando i blancos furono eliminati agli ottavi dall’Ajax.

Una stagione infelice quella, c’era da fronteggiare l’addio di Cristiano Ronaldo partito verso la Juve, una rifondazione complicata, che nè Lopetegui e nè Solari seppero gestire. Tutti, tranne Zizou, che ha saputo attendere, ha saputo prendersi le critiche, che magari prima non aveva, ma ha saputo prendersi le sue rivincite. Rifondare senza la sua stella più brillante non era facile. Tornare sulla panchina del Real, dopo 3 Champions vinte di fila e con la consapevolezza di dover ingoiare bocconi amari all’inizio, non è da tutti. In quanti avrebbero addirittura chiuso la carriera, appagati da questi trionfi. Non per Zidane, che ama le sfide, anche impossibili.

La scorsa stagione, con il Covid, è stato capace della rimonta in Liga e vincerla in estate, superando il Barcellona che sembrava lanciato verso il successo. In Champions ha fallito è verto, per il secondo anno di fila Real uscito agli ottavi, però affrontava un Manchester City superiore. Quest’anno, come spesso accade, lo davano già per esonerato vista la partenza ad handicap e le difficoltà iniziali. Ritardo abissale in Liga, una squadra che prendeva gol da tutte le parti, poca compattezza, un gruppo che sembrava ormai allo sfascio. In Champions, nel girone dell’Inter, era ad un passo dall’eliminazione, dopo i due ko con lo Shakhtar. E invece Zizou e il suo Real, nei momenti chiave, hanno alzato la testa con i due successi con i nerazzurri. Il girone chiuso al primo posto (in barba anche al biscotto di cui si parlava con il Borussia), in campionato una rimonta importante all’Atletico Madrid, che ora è avanti solo 1 punto.

Fortuna, qualcuno diceva, e pensava che l’ottima Atalanta prima e il Liverpool poi, avrebbero interrotto quella striscia vincente in Europa. Tutti zittiti ancora una volta dai fatti, Zizou si ritrova in semifinale di Champions, dalla parte del tabellone più semplice, è vero, ma è lì. Ora se la vedrà con il Chelsea, con ottime possibilità di arrivare in finale, la quarta in 5 anni che allena. Mica male?

C’è poco da dire, su Zidane, uno che ha studiato da Ancelotti, dopo l’inizio alle giovanili del Real nel 2012 e che ha imparato come vincere, accompagnando da vice Ancelotti nella Champions del 2014. Zizou ha imparato a gestire il gruppo prima che il singolo, lo abbiamo visto con Cristiano Ronaldo. Non si vincono a caso 3 Champions di fila alla prima vera esperienza come allenatore, su una panchina poi, pesantissima, quella del club più importante al mondo.

Quando c’è da vincere, Zidane c’è sempre, lo ha dimostrato da calciatore, quando ha regalato Mondiali e Europei alla Francia (1998-2000), una Nazionale che anche con Platini non era riuscita nel trionfo Mondiale (vinse l’Europeo 1984). Il pallone d’Oro del 1998, le Champions con il Real, di cui fu protagonista nel 2002 di un gol leggendario nella finale con il Bayer Leverkusen.

Certo, anche qualche delusione, e ci mancherebbe, le due Champions perse con la Juve e il Mondiale 2006, chiuso nel modo che tutti sappiamo. Zidane da calciatore faceva spesso dei colpi ti testa (non solo in campo) gratuiti, cosa che da allenatore ha imparato a gestire.

E allora, chi vuole vincere questa Champions 2020-21, deve fare i conti con Zizou, l’uomo delle Champions, l’uomo Real, l’uomo dei record. Mbappè, Neymar, Guardiola e Tuchel sono avvisati.

Foto: Twitter uff. Real