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Zaniolo: “La Fiorentina non ha mai creduto in me. Mi voleva la Juve, ma ho scelto l’Inter. Con la Roma…”

Nicolò Zaniolo, giovane centrocampista della Roma arrivato in estate dall’Inter, ha parlato sulle pagine de L’Ultimo Uomo toccando vari argomenti del suo percorso professionale: “La Fiorentina? Loro volevano mandarmi in prestito, io ho preferito farmi lasciare il cartellino e scegliere io dove andare, anche perché non ero mai stato al centro del progetto della Fiorentina. Se avessi fatto male all’Entella rischiavo di dover rimanere a giocare nelle categorie inferiori. E neanche ora mi sento ancora un professionista. Inter? C’era anche la Juve che voleva prendermi, ma ho preferito l’Inter perché ho pensato che il progetto fosse più giusto per me. La Roma? Non ci ho pensato due volte a dire di sì e la trattativa si è conclusa in una settimana. Il mio volere era forte, come quello della società, quindi ero e sono contentissimo. Quando sono arrivato all’Inter mi mancavano tante cose e Vecchi è riuscito a colmarmele e devo ringraziarlo tanto. Lui è stato il primo a dire che dovevo fare la mezzala. Da trequartista devi fare meno fase difensiva e quando hai palla devi essere sempre determinante; la mezzala deve fare entrambe le fasi bene e con la palla deve pensare a fare cose meno decisive. Nella Roma nei due mediani forse ancora non mi vedo, ma l’esterno potrei farlo. L’esordio in Champions al Santiago Bernabeu? Che avrei giocato contro il Real Madrid, l’ho saputo la mattina quando c’era la riunione tecnica, il mister mi ha preso da parte e mi ha detto che era giunto il mio momento. Non me lo aspettavo minimamente. La cosa più difficile è stata preparare la partita. Alle 11 ho saputo che avrei giocato, e la partita era alle 21. Tutto il giorno a pensare che la sera avrei giocato contro dei campioni che fino a pochi giorni prima usavo alla PlayStation. È stato un sogno, fino a quando non entri in campo. Poi quando sei in campo non pensi a quello che hai attorno ma a quello che sai fare e che devi fare. Di Francesco mi aveva chiesto di fare la mezzala, quindi di curare le due fasi, difensiva e offensiva, e ovviamente buttarmi dentro quando c’era la possibilità”.

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