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VENTURATO, TRA CONSULENZE FINANZIARIE E PANCHINA PER IL SOGNO CITTADELLA

21.09.2016 | 10:45

La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio? Gigi Marzullo se lo chiede da tempo immemore, i tifosi del Cittadella di Venturato al momento forse non saprebbero cosa rispondere. Il guizzo di Arrighini che ieri sera ha regalato altri tre punti ai granata in quel di Avellino, per il più classico gol dell’ex, consente loro di procrastinare ulteriormente la soluzione del quesito. Anche se verosimilmente la seconda opzione è da preferire, dato che siamo ancora all’alba del torneo. Di certo in pochi, nella storia della Serie B, si erano resi autori della medesima impresa. Lecce (1996-97), Torino (2004-05), Brescia (2007-08) e Sassuolo (2012-13) le uniche quattro squadre che, prima del Citta, erano riuscite a vincere le prime cinque partite. Le rondinelle al termine di quell’annata non furono promosse, venendo sconfitte ai playoff dall’Albinoleffe, mentre al Toro la Serie A conquistata sul campo fu negata dal fallimento che gli impedì di iscriversi al campionato. Semaforo verde invece per salentini e neroverdi di Eusebio Di Francesco. La statistica conta relativamente, è vero, ma tenerla a mente non costa nulla. Anche perché, si sa, “vincere aiuta a vincere” e il celebre dogma calcistico ben si attaglia anche alla compagine veneta che, weekend dopo weekend, sembra acquisire sempre maggior consapevolezza. E non potrebbe essere altrimenti considerato il ruolino che parla di 3 vittorie in trasferta (a Bari, Vercelli e appunto Avellino), e 2 in casa (Ternana e Novara) per un totale di 13 gol fatti (con Litteri e Strizzolo a fare la voce grossa, rispettivamente già a quota 4 e 3) e appena 3 subiti. Inoltre, anche la buona sorte sembra accompagnare Iori e compagni: basti pensare al rigore fallito ieri da Ardemagni sullo 0-0, pochi minuti prima della rete di Arrighini, al secondo centro stagionale.

Alla luce di tutto ciò, all’interno del nostro consueto spazio quotidiano accendiamo i fari proprio sul demiurgo di questo Cittadella da urlo: Roberto Venturato. Antidivo per eccellenza, lontano da certi cliché, è un veneto doc (sebbene sia nato ad Atherton in Australia 53 anni fa) cresciuto a Trevignano ma da tempo residente a Cremona. Nell’estate del 2015 ha raccolto l’eredità di Foscarini, che chiuse con la retrocessione un ciclo settennale, e ha fatto centro al primo colpo, riportando subito il Citta in B dopo un solo anno di purgatorio. Una scelta vincente, quella del ds Marchetti (che con lui aveva giocato a Treviso) che per il nuovo corso ha optato per un profilo proveniente dalla Serie D. Dopo la carriera non esaltante da giocatore (trascorsa tra Montebelluna, Giorgione, Pergocrema, Venezia, Treviso e Pizzighettone), da allenatore Roberto vantava le due promozioni dalla D alla C1 (all’epoca esisteva la C2) con lo stesso Pizzighettone (2003-05) e quella, dalla D alla Seconda Divisione, alla guida della Pergolettese, club che lo aveva richiamato tra i dilettanti dopo il declassamento. Mentre la B l’aveva sfiorata nel 2009-2010, quando al timone della Cremonese (che sul finire della stagione precedente l’aveva promosso in panchina, era il vice di Mondonico) perse la finale playoff contro il Varese. E adesso, al debutto assoluto in Serie B, l’exploit iniziale che ha proiettato in orbita la cittadina del patavino, roba che neanche Ezio Glerean ai suoi tempi avrebbe potuto immaginare. Dal punto di vista tattico, Venturato non prescinde dalla difesa a quattro, anche se progressivamente il 4-4-2 ha lasciato sempre più spazio al 4-3-1-2. Caratterialmente parlando, va evidenziato un aspetto che la dice lunga sul tipo di personaggio. Venturato nella vita ha storicamente fatto anche il promotore finanziario (ormai “consulente finanziario” dopo la legge di stabilità 2016), tenendosi quindi aperta un’altra fonte di introiti, per la serie “piedi per terra”, il calcio mai gli aveva regalato certezze definitive. Ma dieci giorni fa ha ammesso di star pensando di concentrarsi esclusivamente al pallone, almeno in questo periodo (“Io faccio il promotore finanziario, rifletterò se in questo periodo non sia il caso di dedicarmi solo al calcio“). Già, Venturato in generale sembra crederci sempre di più. A tal fine è sufficiente confrontare le dichiarazioni rese post vittoria con la Pro Vercelli (“Sarà molto difficile fare meglio di così”) e quelle di ieri in terra irpina (“Non dobbiamo cambiare mai atteggiamento, solo così possiamo continuare a esprimere questo tipo di qualità”).  

La strada ancora è lunghissima, al termine della stagione manca una vita (37 turni), ragion per cui l’obiettivo del Cittadella, da neo promossa qual è, resta chiaramente la salvezza. Ma è anche vero che il doppio salto, dalla Lega Pro (ex C1) alla Serie A, è già riuscito a numerosissime squadre (una quindicina dagli Anni 80 a oggi, Cesena, Novara e Frosinone gli ultimi esempi). Come detto nell’incipit, i sogni aiutano a vivere meglio e con ben 7 punti di vantaggio sulle terze, dopo nemmeno un mese di campionato, sognare non solo si può ma viene anche naturale. A tenere tutti con i piedi per terrà ci penserà l’antidivo Venturato.