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VELOCITÀ SUPERSONICA E KILLER INSTINCT: DIMITRI OBERLIN, A BASILEA C’È IN VETRINA UNA NUOVA GEMMA

19.10.2017 | 09:30

Anche la terza giornata della fase a gironi di Champions League è andata in archivio, all’interno dei singoli raggruppamenti iniziano a delinearsi gli equilibri. Nel gruppo A, il Basilea ha ulteriormente alimentato le proprie velleità di qualificazione, legittime e concrete, agli ottavi di finale. Dopo la netta sconfitta per 3-0 al debutto in quel dell’Old Trafford (prima partita da capitano di Paul Pogba, con allegato infortunio), i pluricampioni di Svizzera hanno dapprima demolito il Benfica, il 5-0 al St. Jakob-Park resterà nella storia, e poi, ieri sera, sono andati a violare con il più classico dei risultati il campo del CSKA Mosca che resta comunque in corsa con i suoi 3 punti, quasi fuori invece le Aquile di Lisbona, sempre inchiodate a zero dopo aver perso in casa con il Manchester United. Un’escalation costante e progressiva quella del Basilea, squadra dell’omonimo cantone di lingua tedesca, che ormai da quasi due decenni detta legge in patria. Cominciò Christian Gross, con i 4 titoli conquistati nella sua epopea decennale chiusasi nel 2009, l’ultimo anno che ha visto i RotBlau non vincere il campionato. Dopodiché, ha trionfato in Super League chiunque sia arrivato in panchina: 2 successi per Thorsten Fink, 1 per Heiko Vogel, 2 per Murat Yakin, 1 per Paulo Sousa e 2 per Urs Fischer, in totale fanno 8 “scudetti” consecutivi (in totale sono 20). Sta faticando un po’ di più invece Raphael Wicky, promosso da questa stagione alla guida della prima squadra dopo aver fatto molto bene nel settore giovanile: il suo Basel, dopo 11 giornate, è infatti soltanto terzo in classifica, alla pari del San Gallo ed a 5 punti dallo Young Boys capolista, con lo Zurigo attualmente sulla piazza d’onore.

In compenso però in Europa le cose, come detto, stanno filando liscissime e oggi, all’interno del nostro approfondimento quotidiano, accendiamo i fari su Dimitri Oberlin, l’ultimo gioiello esposto nella prestigiosa vetrina della società presieduta da Bernhard Heusler. Eh già, perché non tutti forse ricordano che dal St. Jakob sono usciti calciatori del calibro di Ivan Rakitic (formatosi nel settore giovanile, 12 anni totali prima di passare allo Schalke) e Mohamed Salah, che sta incantando Anfield Road dopo aver fatto altrettanto sulle rive giallorosse del Tevere. Senza dimenticare Elneny e Granit Xhaka (il cui fratello Taulant invece è ancora decisivo a Basilea), oggi in forza all’Arsenal, o i vari Shaqiri, Dragovic, Schar, Sommer ed Embolo, in ordine cronologico l’ultima cessione eccellente del FCB: fin qui sfortunato l’attaccante classe 1997 allo Schalke, a causa del gravissimo infortunio che gli ha fatto perdere quasi per intero la scorsa annata. Ebbene, il pari età Oberlin non è ancora di proprietà del Basilea, che però il 20 luglio scorso ha avuto la giusta intuizione: riportare in patria – con la formula del prestito con diritto di riscatto – il ventenne nato a Yaoundé (la capitale del Camerun) il 27 settembre del ’97, ma naturalizzato svizzero, nel rispetto del Paese nel quale è cresciuto anche calcisticamente.  Etoile-Broye, FC Thierrens, Losanna e Zurigo, questi i club che hanno contribuito nel corso degli anni alla sua formazione. Con lo Zurigo Dimitri ha fatto giusto in tempo ad esordire in prima squadra, il 18 maggio 2014 contro l’Aarau, prima di trasferirsi a titolo definitivo al Red Bull Salisburgo. Indossando la maglia del team facente capo al colosso di bevande energetiche, l’attaccante si laurea per due volte campione d’Austria e vince anche una Coppa Nazionale: il tutto a corredo di 20 presenze, 4 gol e 3 assist. Non pochi per un ragazzo in tenera età. Positive le esperienze in prestito, sempre in territorio austriaco, tra le file di Liefering e Altach (16 reti e 7 assist nel complesso). Adesso però Oberlin sta letteralmente esplodendo: 3 presenze e 3 gol (i primi due al Benfica) nei soli 116 minuti disputati in Champions League, 2 reti in Super League e 1 con la Svizzera Under 21, approdo naturale per chi ha vestito tutte le maglie delle Nazionali giovanili elvetiche, a partire dall’Under 15. La sensazione è che Wicky lo stia gestendo bene, anche dal punto di vista del minutaggio, perché le caratteristiche del nostro personaggio del giorno, destro naturale, sono di primo piano e sarebbe delittuoso mettergli troppe pressioni addosso. La sgroppata in campo aperto di ieri sera, con precisa esecuzione rasoterra sul palo lungo per battere il portiere in uscita, ha sintetizzato due delle sue principali peculiarità: la velocità e la freddezza sotto porta, qualità essenziali per un attaccante che, anche grazie alla sua struttura fisica (182 cm per 74 kg), può ricoprire tutti i ruoli negli ultimi 20 metri: prima, seconda punta e anche esterno. Adesso manca un ultimo passaggio, l’esercizio del diritto di riscatto da parte del Basilea, che dovrebbe arrivare quasi con naturalezza nei prossimi mesi. Anche in vista di una futuribile cessione con plusvalenza assicurata. Ma il nome di Dimitri Oberlin va annotato sin da adesso: le premesse per una carriera nei campionati top d’Europa ci sono tutte, è questione di tempo.

 

Foto: Twitter Basilea