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Terry, Mosca e un pazzo destino: dalle lacrime nel 2008 all’avventura con lo Spartak

Quel maledetto scivolone sull’erba di Mosca non se lo dimenticherà mai, nonostante la rivincita del 2012 in una finale vista dalla tribuna. John Terry fu l’indiscusso protagonista della 53ª edizione della finalissima di Champions League, disputatasi il 21 maggio 2008 allo Stadio Lužniki di Mosca. Manchester United contro Chelsea, un big match mondiale dal sapore di Premier League. I tempi regolamentari si chiusero sull’1-1 per effetto delle reti di Cristiano Ronaldo e Lampard, poi la spietata lotteria dei calci di rigore. Dagli undici metri proprio CR7 sbagliò il terzo tiro dal dischetto per i Red Devils calciando a lato, lasciando la possibilità al capitano del Chelsea, John Terry, di chiudere la partita e consegnare la Coppa dalle Grandi Orecchie nelle mani dei Blues. Terry, però, scivolò durante l’esecuzione del rigore e fallì, colpendo la base esterna del palo destro, riportando in corsa lo United, che segnò i due successivi rigori con Anderson e Giggs, intervallati dal rigore realizzato da parte di Kalou, portandosi in vantaggio. Decisiva fu la seguente parata di Van der Sar sul tiro di Anelka, che permise alla squadra di Manchester di trionfare. Per il Chelsea furono lacrime amare, cancellate in parte nel 2012, quando i Blues riuscirono a salire sul tetto d’Europa battendo il Bayern Monaco all’Allianz Arena. Dieci anni dopo le lacrime di Mosca, la città russa torna al centro della vita di Terry: per il 37enne difensore inglese all’orizzonte c’è l’avventura con lo Spartak, con il quale ha già svolto le visite mediche di rito, anticamera della firma sul contratto. Cinque FA Cup, tre Coppe di Lega, cinque Premier League, due Community Shield, una Champions e una Europa League: un palmares da leggenda, una carriera da leader indiscusso. E ora John Terry riparte dalla Russia, con Mosca nel destino…

 

Foto: ibtimes.co.uk

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