Ultimo aggiornamento: mercoledi' 21 ottobre 2020 11:21

Tare: “Pato non arriverà. Bielsa? Il suo soprannome…”

09.07.2016 | 14:05

Lazio

Intervento fiume, quello di Igli Tare, direttore sportivo della Lazio, sulla vicenda Bielsa. “L’idea è di inizio giugno. Io ho confermato a Bielsa il nostro interesse e lui ha detto che voleva venire a Roma per incontrarsi con noi. La sua intenzione era di venire domenica mattina, non ricordo la data esatta, per ripartire il lunedì sera. Ci siamo incontrati domenica, lunedì ha chiesto di prolungare la sua permanenza, gli è stato spiegato dall’inizio alla fine tutto il mondo Lazio. Abbiamo prospettato un contratto a lungo termine, per puntare su uno dei migliori allenatori al mondo. Avrebbe accettato solo un contratto annuale con un accordo verbale relativo alla possibilità di prolungare. Lui non voleva parlare di aspetti legali senza il suo avvocato, ma con questo accordo in tasca, dopo l’ok della famiglia, il nostro segretario è andato a Rosario per avere la firma di Bielsa. Quando ci siamo incontrati aveva una conoscenza molto profonda della squadra. Abbiamo toccato tanti argomenti, gli abbiamo prospettato vari obiettivi di mercato precedenti all’incontro e abbiamo avuto l’ok per diversi calciatori, per esempio Jardel e Adriano, su cui era d’accordo. Avevamo fatto un piano di lavoro, in base al quale sarebbero stati anzitutto fatti 4 acquisti: un difensore centrale, un terzino sinistro, un attaccante esterno in caso di partenza di Candreva che come sapete vuole andare via e poi una punta titolare. Ha espresso dei dubbi su alcuni giocatori della rosa e abbiamo trovato un accordo dando la possibilità a questi giocatori di conoscere da vicino Bielsa per poi prendere una decisione finale. Con il suo rientro in Argentina ho avuto modo di affrontare gli stessi argomenti in altra maniera: sono state messe in dubbio le acquisizioni di Jardel e Adriano, ma anche Ajeti che io avevo prospettato a lui ed ero andato a vedere da vicino. All’inizio aveva un parere positivo, poi la sua decisione finale è stata quella di andare avanti. Eravamo vicini a Llorente del Real Madrid, un difensore centrale che sarebbe stato un suo desiderio con la formula del prestito secco. Le condizioni erano 500mila euro per il prestito con la garanzia che avrebbe giocato l’80% delle partite da titolare, altrimenti il prezzo del prestito sarebbe stato raddoppiato e la Lazio non avrebbe avuto alcuna possibilità di riscatto. Gli avevo detto di sì. Il giocatore lo ringraziava ma il suo desiderio era quello di non lasciare la Spagna. La stessa cosa è avvenuta con Mammana del River Plate: all’ultimo giorno prima della sua partenza verso il Lione avevo l’informazione che sarebbe potuto venire alla Lazio. In 20 minuti abbiamo cercato di far cambiare idea al giocatore, nonostante fosse un’operazione da 8 milioni di euro gli ho dato la possibilità di parlare con il vicepresidente del River Plate per aumentare l’offerta. Mi ha richiamato dopo mezz’ora dicendomi che non era possibile perché aveva già firmato col Lione. Il terzo giocatore chiesto da Bielsa era Morel del Lione, che lui ha allenato a Marsiglia: lo abbiamo contattato, la sua volontà era di venire alla Lazio e noi avremmo accontentato Bielsa, ma il Lione due giorni fa ci ha detto che il giocatore è incedibile. Il quarto giocatore chiesto da Bielsa è Rodrigo Caio, avevamo ll’accordo di approfondire questo argomento più avanti perché ora è impegnato in Libertadores e poi giocherà alle Olimpiadi da capitano. È un interesse ancora attuale. Sulla fascia sinistra ci ha proposto Beausejour, che sarebbe stato un’alternativa ad Adriano e su un altro giocatore che stiamo ancora trattando e su cui ho avuto il suo ok. Per quanto riguarda l’uscita di Candreva, abbiamo già bloccato un giocatore (Thauvin ndr): se Candreva partirà, il giocatore verrà alla Lazio e Bielsa era d’accordo. Sia questo giocatore che Enner Valencia non sono giocatori indicati da lui ma che noi abbiamo prospettato a lui, che ci ha dato il suo assenso: purtroppo abbiamo l’ok e la volontà totale del calciatore, ma le tempistiche delle trattative sono lunghe. Il primo giorno di ritiro è stato il 5 luglio e io gli ho sempre detto che la cosa più importante fosse la correttezza reciproca. Il nostro progetto era importante e avevamo un accordo, confermato anche dal presidente, per eventuali interventi per un valore di 30 milioni di euro in caso di necessità dopo il ritiro di Auronzo. Io a Bielsa ho spiegato il desiderio, di tutti i tifosi della Lazio e condiviso dal presidente Lotito, di costruire un grande progetto. La cosa che mi dispiace più di tutte è che la gente lo stava aspettando con ansia e che il 6 o il 7 luglio stessimo parlando a grande distanza. La sua spiegazione è sempre stata che chiedeva 26-27 giocatori in ritiro. D’accordo con lui abbiamo tenuto fuori dalla lista giocatori come Bisevac e Gentiletti perché erano in arrivo accordi per andare altrove. Per di più gli abbiamo detto che sono in arrivo altri calciatori. La scorsa settimana mi ha chiesto via telefono un parere su Pato: gli ho confermato il mio pensiero che fosse un calciatore di qualità ma con tanti dubbi, visti anche gli ultimi sei mesi. Mi ha garantito che avremmo dovuto fare di tutto per portarlo a Roma. Mercoledì sera ho avuto un incontro con il suo agente qui a Roma, insieme anche a Lotito, per formulare una proposta di un contratto quadriennale, molto importante a livello economico. Bielsa dal primo giorno sapeva benissimo quale fosse lo standard degli stipendi della Lazio e questa proposta fatta a Pato è stata per farne uno dei tre giocatori più pagati, vicina al contratto di Klose. Siamo rimasti d’accordo che Pato avrebbe parlato con la famiglia, il giorno dopo la sua risposta è che la sua intenzione era di terminare il contratto col Corinthians fino al 30 dicembre e che per motivi personali non voleva lasciare il Brasile. Noi abbiamo fatto un progetto. Dei big della squadra non erano previste cessioni: ha chiesto garanzie su Keita e Biglia. Ha sempre indicato il 5 luglio come termine per l’acquisto di 4 giocatori: gli è stata data la possibilità di partecipare, come mai successo nell’era Lotito, di partecipare a tutte le trattative. Sui 6-7 giocatori da lui citati ha partecipato a tutte le trattative: di questi due sarebbero stati acquistati ad agosto. La cosa più importante era che si presentasse il 5 luglio in ritiro, la sua assenza ha messo in difficoltà il lavoro di tutti quanti. Lui ha detto di non aver mai conosciuto una società o dei dirigenti con un tale rispetto nei suoi confronti. Pensavo che il rapporto creato con me e Calveri portasse a un clima di collaborazione. Gestire Bielsa da fuori può essere una cosa bella, da vicino il suo soprannome fa capire tante cose”. Il suo soprannome, lo sanno tutti, è El Loco…