Ultimo aggiornamento: venerdi' 06 dicembre 2019 18:57

Stefano Turati, un debutto da sogno allo Stadium sulle orme dei grandi del passato

02.12.2019 | 14:36

Capello sbarazzino, occhi emozionati e fissi su quei guantoni che da una vita rappresentano la sua sicurezza. Stefano Turati si è presentato così al mondo del calcio. Entrando in campo in punta di piedi, e uscendone da meravigliosa scoperta. Juventus-Sassuolo doveva essere la partita dei grandi bomber (Higuain da un lato, Caputo dall’altra), e invece a prendersi la scena sono stati i portieri. Nel clamoroso 2-2 maturato ieri allo Stadium, l’Italia intera ha visto nascere una stella, proprio mentre un’altra (forse la più grande della storia) iniziava ad oscurarsi. Gianluigi Buffon, insicuro e maldestro nelle due reti subite, ha ammirato (ed apprezzato) per primo le prodezze del giovane Turati nell’area di rigore opposta alla sua. Ancora presto per parlare di passaggio di testimone, ma un battesimo così lo hanno vissuto in pochi.

Stefano Turati ha esordito ieri in Serie A, allo Juventus Stadium, all’età di 18 anni. Nato il 5 settembre 2001 a Milano, il giovane portiere è stato catapultato nella massima categoria senza passare per le serie minori. Cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Renate, nel gennaio 2018 viene visionato dal responsabile del Settore Giovanile del Sassuolo, Checco Palmieri che subito se ne innamora. Il dirigente lo porta in Emilia, prelevandolo per una cifra intorno ai 50mila Euro. Turati viene aggregato alla Primavera e in poche settimane diventa il titolare. Un anno di parate e di grandi soddisfazioni che culmina con il passaggio a tempo pieno in Prima Squadra. Una crescita graduale, come portiere e come uomo. La presenza di un veterano come Andrea Consigli e una piazza ambiziosa, ma non troppo esigente, sono stati gli ingredienti perfetti da mettere nel calderone per accrescere le sue doti.

E ieri, finalmente, la prima grande occasione della sua vita. Non sono tremate le gambe al giovane Turati nello stadio dei Campioni d’Italia degli ultimi 8 anni, contro il cinque volte Pallone d’Oro e uno degli attaccanti più forti della categoria. Subito una parata su Emre Can per rompere il ghiaccio, poi diversi interventi ed uscite puntuali per respingere il continuo forcing bianconero. Non male per un ragazzo che ieri è diventato il primo portiere nato negli anni 2000 a disputare una partita in Serie A. Ma l’emozione più grande, probabilmente, è arrivata dopo il triplice fischio. Gianluigi Buffon, idolo, monumento del calcio, gli si è avvicinato con il sorriso del grande campione. Gli errori fatali, il 2-2 finale, per un momento, sono stati dimenticati dal numero 1. Una pacca sulle spalle, poche essenziali parole, a dire il vero solo una ripetuta due volte: “Bravissimo, bravissimo“. Forse solo in quel momento Stefano Turati ha davvero realizzato dove fosse e cosa avesse appena vissuto. L’inizio di un sogno, così come avvenne, per esempio, a Giovanni Galli nel lontano 1977. Anche lui esordì contro la Juventus, a 19 anni. Poi divenne Campione del Mondo.

Foto: Twitter Sassuolo