Ultimo aggiornamento: lunedi' 23 settembre 2019 00:42

PER LEGITTIMA DIFESA

17.06.2019 | 23:30

Faccio il calciomercato da trent’anni e chi mi conosce sa che non mi sono mai preso troppo sul serio. Ma oggi le autocitazioni sono un rigore da calciare a porta piena. Scusatemi. Con la felicità di chi – io – dal 17 maggio ha tenuto la schiena dritta con una sola e unica proiezione: SARRI ALLA JUVE. Un nome, l’unico. soltanto uno, Sarri. Il 17 maggio l’esclusiva, nessuno ci credeva. Soprattutto una lunga e piacevole “sofferenza” fino al 31 maggio quando ho svelato il via libera del Chelsea – sgub interplanetario, avrebbe detto Aldo Biscardi – senza se e senza ma. Quella la SVOLTA. Un solo nome, uno solo, soltanto uno: Sarri. Alla larga da chi, nello stesso giorno, mi riferisco al pomeriggio del 31 maggio, aveva parlato di contatti con Pochettino e di riaperture tali da mettere a rischio l’affare Sarri. Contatti MAI avvenuti. Ora la stalla è vuota e le zanzare sono rimaste stecchite, non ce l’ho con chi ha insultato sui social (giuro, è stato divertente, i miei follower sono veri, stavolta ci sono state infiltrazioni). Ma sono sincero, provo tenerezza mista a pena nei riguardi di chi non ha saputo ragionare con il proprio cervello. E’ la sintesi di un Paese pieno di problemi, alcuni irrisolvibili, di gente che non riesce a incrociare il mattino con la sera, gente incompiuta, triste, avvilita, frustrata. Mettere Sarri in pole dal 17 maggio (esclusiva su www.alfredopedulla.com, collegamento su Sportitalia, approfondimenti di ogni tipo) e dare la svolta il 31 maggio alla larga da Pochettino (esclusiva su www.alfredopedulla.com, collegamento su Sportitalia, approfondimenti di ogni tipo) mi ha provocato un’emozione unica. Il 17 maggio tutte le tv (da Sky a Mediaset, passando per la Rai) avevano dato Simone Inzaghi in pole, cambiando rotta solo due giorni dopo (Sky domenica 19 maggio). Il mercato non è una gara, ma questa sì (eccitante) e mi perdonerete l’eccezione. Obbligatoria. Una gara che ha poi portato a prendere le distanze da molti nullafacenti e nullatenenti, si chiama legittima difesa. E chi fa la morale, scrivendo editoriali di mercato incomprensibili ogni domenica mattina, parlando di “triste battaglia” probabilmente è più triste lui che non si rende conto di quanto sia accaduto. E che non porta una notizia dal ‘15-‘18 pur scrivendo su un sito specializzato che dovrebbe fare delle notizie il fiore all’occhiello. L’unico.

Il maestro Italo Cucci ha scritto, domenica 2 giugno, il solito esemplare pezzo sul Corriere dello Sport-Stadio. Titolo: “Guardiola e la Borsa, qualcuno deve pagare”. Credo basti e avanzi l’attacco del pezzo: “Menare il Guardiola per l’aia non è un gioco”. Esemplare. Perché ci sono cascati in troppi e hanno incenerito – annebbiato il cervello – di tanta gente, capace di stalkerare via social semplicemente perché gli dovevi confermare quanto loro avrebbero voluto: Guardiola alla Juve. Poveri. Ma era una follia, una pura invenzione, al massimo un desiderio di mesi e mesi fa, naufragato presto. Non ce l’ho con Luca Momblano, problemi suoi: si prenda le sue responsabilità, ha illuso troppi tifosi. Boom boom un tubo. Al massimo Sarri firmerà con una Mont Blanc, questo sì. Boom boom. Non mi interessa di tal Sandro Scarpa (ma l’Ordine dei giornalisti controlla cosa accade in giro per la vigna? Qualche segnalazione in più, magari) che mi rinfaccia il mancato arrivo di Palmer-Brown alla Juve, storia di quattro o cinque anni fa. Pensa tu. Vero, lo avevo avvicinato, parliamo di un ragazzino, ma ben vengano mille (diecimila, un milione) Palmer-Brown sfumati rispetto a un Sarri, NE BASTA UNO, alla Juve. E me lo porterò dentro per tre mesi. Ma questo Sandro Sca non lo sa: sta aspettando Guardiola all’aeroporto di casa sua, voli privati (🥴). Gli ho fatto pubblicità, gratuita. E tal Zampini faccia una bella spremuta di umiltà visto che sfotte i colleghi pubblicando post e si dimentica che da un mese e passa sta tenendo la candela in mano, primo della lista su “Guardiola ha firmato, guardami negli occhi”. Ma ci sono gli youtuber come tal Giacomo Carolei che va a Figline Valdarno per confezionare un servizio (?) fatto di provocazioni e di auguri non proprio carini nei riguardi di Sarri. E cosa dire di un “enorme” Luigi Guelpa che prende in giro: “Anche oggi Sarri arriva domani” citando una trattativa inesistente tra Agnelli e chissà chi per liberare Guardiola. Si è fermato allo stop. Il problema, non mio, è che la farsa ha mandato in crisi l’80 per cento del sistema. Assurdo.

Chiedo scusa per le citazioni, chiamano in causa anche qualche persona che stimo. Non conosco Federico Gennarelli, speaker di Radio Sportiva, ma se il 21 maggio scrive “Guardiola alla Juve è fatta” ora dovrebbe una spiegazione, non a me. La spiegazione l’ha data il 9 o il 10 giugno parlando di complicazioni, ma non avevi detto che aveva firmato e che sarebbe stato presentato? Enzo Bucchioni gli va dietro “è tutto vero”. Ma cosa è vero, cosa, benedetto cielo? Ridicolo giocare con la gente, ridicolo. Era una fake-news talmente fake che non può finire in un patetico “ho sbagliato”. Se l’agenzia Agi rilancia con forza il 23 maggio parlando di 24 milioni di ingaggio a stagione per Pep e annunciando la presentazione il 14 giugno, io ci resto male per loro e per chi li legge. Alla presentazione ci vadano, per coerenza: troveranno lo stadio pieno di… Sabato 1 giugno anche il “Sole 24 ore” cavalca Guardiola alla Juve: con grande umiltà vi dico che, se entrassi in Borsa e vi proponessi un titolo, saprei di non essere attendibile. Mi mandereste a quel paese, ma più semplicemente eviterei. E fino a giovedì 13 giugno Simone Filippetti regala verità mondiali: “A Londra sono ancora sicuri di Guardiola alla Juve, vi racconto le mie indiscrezioni”. Peggio Mario Mattioli “espertissimo” di mercato: “Impossibile che Sarri venga alla Juve, è un falso allarme. Qualcosa è cambiato, c’è agitazione in casa bianconera, Guardiola è vicino”. Ma un bel match di pugilato per rinfrescare i ricordi no?

Su Dagospia un bel giorno esce: “Ronaldo ha bocciato Sarri, alla Juve arriverà Inzaghi”. Ma quando mai… Andrea Losapio su Tmw scrive che il “mercato è fatto di venditori di fumo e apprendisti stregoni” ma non ci dice chi andrà alla Juve, eppure la sua pennellata è dei primi giorni di giugno: facci un nome, dai. Walter De Maggio su Kiss Kiss aveva annunciato “Sarri sicuramente no alla Juve, va alla Roma”. In Rai bocciano Sarri e danno Guardiola in pole su Pochettino, piano C Sarri (unica eccezione Rambaudi). Brividi. Paolo Paganini è liberissimo di citare Guardiola piano A e Sarri piano C, ma se racconta presunti incontri al ventesimo piano tra Guardiola e il vertice del Manchester City per farsi liberare, parla di cose mai verificatesi. E se prende per i fondelli con la storia del rispetto, faccia lui la prima mossa (sul rispetto). Andrea Bosco, il 7 giugno su Tutto Juve, si diverte a sfottere i giornalisti, quelli della sua stessa categoria e complimenti per lo stile (“Paratici li salta in dribbling come Garrinchia, giornalisti irritati”, sarà mica irritato lui che scrive di cose che non conosce?). Spero che l’Ordine intervenga, ma davvero.

Peggio Fabrizio Biasin, l’amico di Wanda (non lo stadio), che odia il mercato (ma scrive e ne parla tutti i giorni, mica lo ha detto il medico), prende per il culo (perché rispettare chi non rispetta?) quelli che parlano di mercato, si attribuisce lo scoop Conte (certo, meglio di chi quindici giorni prima aveva detto “Conte freddo, resta Spalletti all’Inter”) e spara l’obiettivo Barella per l’Inter (nove mesi dopo, potrai attribuirtelo quando sarà…). Poi, sulla vicenda allenatore Juve, ricama così: “Manca il maestro Vessicchio e abbiamo fatto il giro dei nomi”. Io soltanto uno, parla per te. “Al momento noi beninformati ci stiamo buttando su Sarri”. Un po’ in ritardo, ma buttati e controlla se c’è il materassino sotto. “Settimana scorsa Inzaghi”. Mai in pole. “C’è stata la fase Pochettino”. Quando? “Quella Guardiola regge ancora in alcuni avamposti di internet”: questa è fantastica, “gli avamposti”. Quindi gli avamposti di internet fanno mercato o è il virus di qualche trasmissione settimanalmente frequentata? “Quella Mourinho”. Bufala con pomodorini. “Quella Ancelotti”. Doppia bufala, senza pomodorini. “Quella Mihajlovic”. Da sempre in terza o in quarta fila. “Quella Conte”. Abbiamo esaurito l’almanacco degli allenatori. “Quella Mourotti”. E qui ci fermiamo perché non tutte fanno ridere. La settimana precedente Biasin, che non ama il mercato ma ne parla ogni minuto, aveva titolato così: “Juve, per la panchina si sceglie tra il Inzaghi e il piano Ronaldo”. Dentro è spiegato il piano Ronaldo: Mourinho o Ancelotti. Bene, il piano o il pianoforte è la stessa cosa. Musica, maestro (possibilmente Vessicchio). E il concetto va ribadito: se il tuo “amico” chiede rispetto, il rispetto lo pretendi. Altrimenti chissenefrega, meglio uno che riesca a dirti le cose in faccia. Biasin ha chiosato così su Instagram domenica 16 giugno, subito dopo l’annuncio: “Con l’ufficializzazione di Sarri alla Juve si chiude una delle pagine più tristi della storia recente del giornalismo sportivo: non quella di chi ha avuto ragione e chi torto, ma quella di che mentre faceva il suo lavoro sprecava tempo per parlare male di quello degli altri”. Esattamente il contrario, caro Biasin: se tu stavi in onda accanto a chi ti parlava di Guardiola, se tu non hai fatto un nome uno ma diecimila, se tu non ti rendi conto che il rispetto chiama rispetto soprattutto nei riguardi di chi ha lavorato 12 ore al giorno per dire quel nome – l’unico – senza cazzeggiare, beh questo è il trionfo del giornalismo vero, serio, la risposta agli “attentati” e alle scosse telluriche. Poi, pensala come vuoi e divertiti come meglio credi, ma senza scherzare su chi non viene a casa tua e ti dice che sei poco serio.

La lista è talmente lunga che servirebbero due pullman in partenza da… Manchester. Di Giovambattista su Radio Radio svela all’improvviso che “lunedì 3 giugno la Juve annuncerà il nuovo allenatore, sarà una sorpresa”. Non Sarri, quindi chi? Invenzioni, salti nel buio, arrampicatori sugli specchi, calpestatori del lavoro degli altri, tanto per… Massimo Giletti, ospite il 20 maggio di Canale 21 a Napoli, è convintissimo: “Vi do una notizia in anteprima e sono certo di non sbagliare. L’attuale allenatore del Chelsea non arriverà a Torino”. Peggio Gianni Di Marzio (23 maggio) in azione nelle radio napoletane: “Guardiola alla Juve? Lo dico da tempo. La Juve può prendere solo Guardiola, non è vero che hanno parlato con Sarri, non ci credo affatto perché tutto ciò che esce non è vero”. Te l’ha detto Pep?

Morale: devi raccontare la tua storia quando sei sicuro di ciò che fai. Hai più difetti di altri, non devi citare gli scoop, ma ESSERE ORGOGLIOSO di essere arrivato fino in fondo a una delle situazioni più complicate (la più complicata per me) degli ultimi trent’anni di calciomercato. Giuro. Per me il mercato potrebbe finire oggi, ma ripartirà con emozioni, sensazioni e la stessa passione di prima. Anzi di più, promesso, tutte le mattine, tutti i pomeriggi e tutte le sere. Salutatemi Guardiola (😪😪😪)…

Adesso vi racconto questa che fa capire in che mondo viviamo. Il 16 maggio mi ritrovo “protagonista “ su un sito, Tutto Juve (saluto chi lo dirige) un pezzo a firma Rosa Doro dal seguente titolo: “Pedullà, Allegri resta alla Juve, rinnoverà per altri due anni”. Mai detta quella frase, mai. L’hanno rettificata due ore dopo, ma senza avvertire la ragazza (che infatti si mostra sorpresa su Facebook) dopo aver fatto un titolo assurdo attribuendomi cose letteralmente inventate (testimone Massimo Pavan che mi garantisce cose mai verificatasi e la sua coscienza lo sa). Capisco gli errori, ma non le virgolette che ti attribuiscono senza una minima base: come si può lavorare così se c’è gente che ti attribuisce cose mai dette? La sera prima, su Sportitalia, avevo detto più sì (conferma) che no (addio), ma lasciando le porte aperte. Poi mi ritrovo quel titolo del giorno dopo, letteralmente inventato, mi hanno chiesto scusa ma non ufficialmente, la signora Rosa Doro mai è stata redarguita, anzi si inalbera pure, non mi basta e ci sto pensando. Non è una minaccia, sono solo stanco di invenzioni. E’ la peggiore “violenza”.

Ora che la signora Guardiola non affitterà più una Maserati, ora che in J-Medical non avranno nulla da nascondere, ora che gli avvocati di Pep non avranno martellate sugli zebidei, ora che i mercati asiatici non rilanceranno Guardiola (ometto la citazione per rispetto del prestigioso collega), ora che le zanzare sono state stecchite, ora che la stalla è vuota, ora che probabilmente dovrai giustificarti con il tuo datore di lavoro (se ti trattenessero lo stipendio degli ultimi due mesi?), ora che Mourinho non ha più incontrato Agnelli a Torino e non ha firmato per la Juve, ora, ora, ora… Voglio dirvi che sono felice, davvero. E che vi voglio bene, ringraziando i tantissimi che mai mi hanno mollato. Ci vedremo tutte le sere, sbaglierò come sempre, chi non sbaglia? Ma non ho sbagliato quella che per me vale il montepremi. Lo giuro. E ringrazio davvero chi ha creduto in me fin dal 17 maggio, e soprattutto il 31, senza omettere o rinviare: Sportitalia e Michele Criscitiello, in testa per distacco. Questa storia non è un attacco ai “guardiolisti” e a chi ha raccontato frottole, ma legittima difesa. Tutto il resto è aria che frigge accanto alle mozzarelline di bufala. E se vi dicono che un asino vola, non credeteci: spalancate la finestra e respirate un po’ di aria pura.

Con affetto
Alfredo

 

 

Foto: Twitter ufficiale Chelsea