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RUBA PALLONI, IMPOSTA, DRIBBLA E VEDE LA PORTA: NABY KEITA, IL FENOMENO DEL LIPSIA

“Non so se fra tre o quattro anni giocherà ancora con noi, questo non posso saperlo, ma è molto probabile che nella prossima stagione Keita vesta sempre la nostra maglia. Le voci sul Bayern? Non so nulla di un loro interessamento, ma credo che questo tipo di indiscrezioni siano normali dato il suo rendimento. Naby è un giocatore eccezionale che potrebbe giocare in ogni grande club europeo, ma ha un contratto lungo nel quale non è inserita una clausola rescissoria”. Con queste dichiarazioni Ralf Rangnick nei giorni scorsi ha spento, sostanzialmente, il tourbillon di voci creatosi intorno al pupillo Naby Keita, da lui scoperto. Parole, quelle proferite dal ‘personaggione’ del calcio tedesco diviso tra scrivania e panchina (l’anno scorso portò il Red Bull Lipsia in Bundesliga da allenatore e ds, per poi mantenere soltanto il ruolo dirigenziale), che soltanto apparentemente potrebbero aver gelato le numerose pretendenti a uno dei più fulgidi gioielli dell’indiscussa rivelazione del massimo campionato tedesco, sul quale accendiamo i fari all’interno del nostro consueto spazio quotidiano.

Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Barcellona, Arsenal, Liverpool e Monaco: questi i principali top club ai quali il nazionale guineano (18 gettoni e 2 gol, sin qui) è stato accostato nelle ultime settimane. E non avrebbe potuto essere altrimenti considerato lo spessore del calciatore in questione, giovane ma con personalità, autorevolezza e qualità fuori dal comune. Al suo primo anno in Germania il ventiduenne tuttocampista ha impiegato poco per incantare qualsiasi addetto ai lavori. Al di là dello score stagionale, che parla di 4 reti e 8 assist in 22 partite (non pochi per uno specialista della linea mediana), è il suo modo di giocare che ha stregato tutti. Munito di brevi leve (172 cm per 71 kg), Keita in mezzo al campo non soltanto è un moto perpetuo, recuperando una quantità smodata di palloni, ma è anche in grado di fungere da regista vero e proprio, facendo ripartire l’azione e addirittura finalizzandola. Ultimo particolare: dribbla, eccome: attualmente in Bundes soltanto Ousmane Dembelé del Dortmund ha una percentuale maggiore di dribbling riusciti. Non a caso la stampa estera ne ha parlato come di una sorta di mix tra Kanté, Modric e Ribery, che detta così sa quasi di figura mitologica stile Minotauro, mentre in patria da piccolissimo lo avevano già ribattezzato come “il nuovo Deco” mentre lui ha sempre adorato Iniesta. Insomma, stiamo parlando del prototipo del calciatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere a disposizione nella linea nevralgica.

Naby Leye Keita nasce il 10 febbraio del 1995 a Conakry, capitale della Guinea, e si accosta al mondo del calcio formandosi tra le file di Fc Santoba e Horoya AC. Nella sua mente però c’è l’Europa e così prende un volo per la Francia, dove viene scartato da Lorient e Le Mans prima di entrare nel 2013 nel settore giovanile dell’Istres. Salto in prima squadra – militante in Ligue 2 – praticamente immediato: 4 reti e 7 assist, abbastanza per meritarsi la chiamata del Red Bull Salisburgo che come direttore sportivo aveva proprio Ralf Rangnick. In Austria, malgrado la tenerissima età, Naby diventa subito un inamovibile della formazione che dal 2006 detta legge all’interno dei propri confini, con la quale vince 2 “scudetti” e 2 coppe nazionali, nell’ambito delle 81 partite disputate nelle varie competizioni (Europa League inclusa), impreziosite da 20 segnature e 11 passaggi vincenti ai compagni. La scorsa estate, dopo aver incassato il riconoscimento quale migliore giocatore del campionato austriaco, si trasferisce a Lipsia all’esito di un’operazione di mercato interna alla holding calcistica facente capo al colosso di bevande energetiche. Con i suoi 15 milioni di euro, Naby ad oggi è il calciatore più costoso della storia del sodalizio tedesco, avendo battuto dopo pochi giorni il precedente record (da 12,5 milioni) relativo all’acquisizione di Timo Werner dallo Stoccarda.

Capitolo futuro. Il contratto fino al 2020 da una parte lascia tranquillo il Lipsia, anche perché al suo interno – come riportato – non è inserita alcuna clausola rescissoria. La Red Bull mai avrà necessità di fare cassa, proprietà talmente ricca da potere mantenere quattro società di calcio, due scuderie in Formula 1 e due squadre di hockey. Ma è anche vero che bisognerà fare i conti con la volontà del diretto interessato, come sempre decisiva nel calcio. Dopo aver accarezzato per tutto il girone d’andata l’idea di contendere il titolo al Bayern Monaco, il RB Leipzig ha perso contatto, adesso si trova a 10 punti dai bavaresi ma ne ha ancora 6 di vantaggio sul Dortmund terzo e 9 sull’Hertha quinta forza: le possibilità di partecipare alla prossima Champions restano elevatissime. Naby potrebbe dunque restare un altro anno, in aderenza alla volontà del suo mentore Rangnick, ma il suo futuro non potrà che essere in uno dei primi 6-7 club al mondo, questione di qualità. E quando la caccia si aprirà davvero, chi riuscirà a metterlo sotto contratto avrà fatto il colpaccio. Seguitelo, ne sentiremo parlare per una decina d’anni abbondanti.

Foto: sito ufficiale Bundesliga

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