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RAPIDITÀ, TECNICA E INSERIMENTI LETALI: DIVOCK ORIGI, EROE NELLA NOTTE DI ANFIELD

Una doppietta per stendere il Barcellona e regalare al Liverpool un’insperata finale di Champions. Due reti che riscrivono la storia, che sanno di liberazione e riscatto. Prima un facile tap in, poi un piattone sull’angolo rapidamente battuto da Alexander-Arnold. Infine, la gioia incontenibile e l’abbraccio dei propri tifosi che, sulle note di un You’ll Never Walk Alone da brividi, acclamano increduli il proprio beniamino di serata. Senza Salah e Firmino, è Divock Origi a prendersi la scena ad Anfield Road e a mettere le mani sulla finale della coppa dalle grandi orecchie.

Nato a Oostende il 18 aprile del 1995, Origi muove i primi passi della propria carriera calcistica nel Genk, prima di trasferirsi in Francia, al Lille. Le sue buone qualità vengono immediatamente notate e gli consentono di fare il proprio esordio con la prima squadra del club francese nel 2013, in occasione della sfida con il Troyes. Si presenta con un gol, quello del definitivo 1 a 1, messo a segno soltanto 6 minuti dopo il suo ingresso. Un predestinato. Dopo un’annata disputata alternando apparizioni in Ligue 1 e National 2, Origi comincia a trovare maggiore spazio a partire dalla stagione successiva, collezionando 30 presenze e 5 reti nella massima serie francese. Le sue buone prestazioni attirano così l’interesse di vari club ma, nel luglio del 2014, poco dopo il suo esordio in nazionale, è il Liverpool a riuscire ad assicurarsi il sì del giovane talento. Dopo un ulteriore anno di maturazione trascorso al Lille, Origi giunge finalmente in Inghilterra. Con la casacca dei reds, colleziona 77 presenze in due stagioni, trovando il gol in 21 occasioni. Troppo poche, tuttavia, le maglie da titolare per lui, fatto che lo porta, nell’agosto del 2017, a trasferirsi in Germania. Con i colori del Wolfsburg, Origi riesce a trovare più spazio, mettendo a segno 7 reti in 37 presenze. A fine stagione ecco però il ritorno al Liverpool. Ancora una volta, sono poche le sfide nelle quali è possibile scorgerlo dal primo minuto sul terreno di gioco. Superare nelle gerarchie attaccanti del calibro di Salah, Mane e Firmino non è sicuramente impresa facile. Il 2 dicembre 2018, ecco tuttavia un primo segnale che lascia intendere che questa non sarà una stagione come tutte le altre. Minuto 96 della sfida contro l’Everton, punteggio bloccato sullo 0 a 0. È lui a decidere il match da subentrato con una zampata magistrale nel finale. E’ il suo primo gol in Premier nella stagione 2018/2019. E’ probabilmente lì, in quella partita, che comincia una sorta di percorso che lo porterà poi a trascinare il Liverpool in finale di Champions.

Con i suoi 75 kg per 186 cm, Origi è un attaccante completo e moderno, capace di abbinare rapidità e tecnica ad una buona forza fisica. Letale negli inserimenti e bravo nell’attaccare la profondità, la punta centrale belga ama prendere parte attivamente all’azione, senza attendere staticamente la sfera all’interno dell’area di rigore. Fondamentale in fase di non possesso, Origi è capace di mettersi totalmente al servizio della squadra, aiutando i propri compagni con dei ripiegamenti precisi e puntuali. Dopo la straordinaria doppietta messa a segno nella semifinale di Champions contro il Barcellona, ora Origi pare non volersi più fermare. La concorrenza all’interno della rosa è spietata ma lui continuerà a lottare, giornata dopo giornata, per quella tanto agognata maglia da titolare e per sentire, ancora una volta, l’assordante urlo di Anfield Road.

 

Foto: twitter ufficiale Champions League

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