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PABLO MAFFEO: DAGLI INSEGNAMENTI DI PEP ALLA NOTTE DA EROE CONTRO MESSI

Marcare Leo Messi è la più grande paura di qualsiasi difensore del mondo. Farlo a 20 anni, riuscendo anche a non far segnare il fuoriclasse argentino, è qualcosa che va oltre l’impresa titanica. Ci è riuscito Pablo Maffeo, difensore classe ’97 del Girona, che nel match contro il Barcellona dello scorso 23 settembre è riuscito a cancellare il 10 blaugrana con una marcatura asfissiante, guadagnandosi in patria l’appellativo di eroe per un giorno. Il Barça ha comunque vinto con un secco 3-0, per effetto del gol di Luis Suarez e delle autoreti di Aday e Iraizoz, ma la partita di Maffeo verrà senza dubbio ricordata a lungo in Spagna. Non solo per aver fatto una gara al limite della perfezione, ma anche per un curioso siparietto che lo ha visto protagonista in campo proprio insieme a Messi. La Pulce, che non è solito a restar fuori dal tabellino dei marcatori, è rimasto folgorato dalla perfetta marcatura di Maffeo e ha voluto sapere chi era la sua ombra sul terreno di gioco. “Mi ha chiesto la mia età e se fossi in prestito dal Manchester City – ha rivelato Maffeo al termine della sfida – Abbiamo parlato perché sono stato attaccato a lui quasi tutta la partita. Nelle sue parole non c’era cattiveria o altre cose strane. Lui è il migliore giocatore del mondo e se non gli stai sempre incollato può segnare in qualsiasi momento”. Poi, il giovane difensore spagnolo, racconta un altro retroscena di quella magica sera: “Nessuno scambio di maglie? Un mio amico mi aveva chiesto la maglietta di ter Stegen. Gli amici sono sacri, ma con Messi è assolutamente tutto ok”. Doppia missione compiuta per Maffeo: impedire a Messi di segnare (mica uno qualunque…) e portare a casa la maglietta di ter Stegen da regalare a Manu, l’amico di una vita. Una vera e propria notte da eroe per il 20enne spagnolo.

Pablo Maffeo Becerra, nasce a Sant Joan Despì il 12 luglio 1997, non lontano dalla Ciutat Esportiva Joan Gamper, sede dei campi inaugurati nel 2006 e dove si allena anche la prima squadra del Barcellona dal 2009. Maffeo inizia a giocare da centravanti nella squadra del suo quartiere, il Levante Las Planas, insieme proprio al suo amico Manu. A 7 anni il passaggio all’Espanyol e i primi cambi di ruolo: prima ala destra, poi terzino e all’occorrenza difensore centrale. A soli 15 anni, invece, arriva l’esordio con l’Espanyol B, nella seconda divisione spagnola. Il futuro in Liga viene però interrotto dall’interesse del Manchester City. Nel 2016, sedicenne, Maffeo accerta l’offerta: gli inglesi sborsano appena 100mila euro per il costo del suo cartellino come premio di valorizzazione. Le giovanili in Inghilterra, da lì le cessioni in prestito al Girona (squadra satellite del City), un passaggio semplice visti i rapporti tra i due club. Al Girona, in seconda divisione, Maffeo colleziona 13 presenze totali nella stagione 2015-2016 e 14 in quella successiva. La stagione in corso è la terza esperienza consecutiva in terra spagnola, sempre in prestito dai Citizens: finora 5 apparizioni da titolare fisso. In mezzo, al City, Maffeo riesce anche a esordire in Champions League: il 6 dicembre del 2016 Pep Guardiola lo utilizza durante la fase a gironi nella partita con il Celtic Glasgow (1-1). Una carriera in rapida ascesa, con l’apice raggiunto nel match contro il Barcellona e contro Messi.

Pablo Maffeo nasce come terzino destro dotato di buona velocità, ma può essere schierato anche come difensore centrale, dove – nonostante l’altezza non proprio da gigante – riesce a destreggiarsi comunque con una notevole naturalezza (chiedere alla Pulce per credere…). Come scuola calcistica iberica impone, il classe ’97 tecnicamente sa decisamente il fatto suo: a suo agio palla al piede, ama dar man forte agli attacchi della sua squadra, anche facendo gli uno-due e accentrandosi per andare alla conclusione. Nonostante le indubbie qualità tecniche non stiamo parlando di un terzino incapace a difendere, anzi. E’ eccellente in marcatura, ottimo posizionamento, quasi insuperabile da superare nell’uno contro uno. Quando gioca da centrale, complice l’altezza patisce un po’ nel gioco aereo, ma la grande tranquillità con cui gioca trasmette sicurezza a tutto il reparto. Maffeo ha dunque tutte le carte in regola, età compresa, per ritagliarsi una carriera prestigiosa e ricca di successi. Dagli insegnamenti di Guardiola alla notte da eroe contro Messi, il giovane difensore spagnolo non ha intenzione di smettere di brillare e far parlare di sé. E chissà se Pep, guardando la partita in tv tra Girona e Barça, non abbia cominciato a pensarci per il futuro…

Foto: Twitter ufficiale Girona

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