Ultimo aggiornamento: domenica 24 gennaio 2021 23:00

ODDEI, IL 2002 COL PIEDE INVERTITO

11.01.2021 | 14:15

Una grande fucina di talenti, quella del Sassuolo che lancia sempre tanti giovani e li conferma in Serie A. Tanti i nomi che si possono fare, prezzi pregiatissimi del mercato, i vari Boga, Locatelli, Traorè, Raspadori, lo stesso Berardi, tantissimi nomi.

Tra questi, ultimo ad essere lanciato nel mondo dei grandi dallo straordinario settore giovanile di Francesco Palmieri è stato, ieri sera, al 73′ della gara con la Juventus a Torino (non una gara qualsiasi), Brian Oddei. Ragazzo nigeriano, classe 2002, con alle spalle una storia incredibile. Entrato sull’1-1, con il Sassuolo costretto in 10 (espulso Obiang), il giovane mancino ha avuto anche la palla clamorosa per regalare il vantaggio del Sassuolo allo Stadium, ma sarebbe stato un qualcosa di clamoroso.

Esordio per Brian in massima serie, lui, una punta centrale, al massimo esterno d’attacco, schierato laterale destro, quasi terzino, visto che a De Zerbi, come ha spiegato lo stesso tecnico, mancavano esterni di ruolo e ha puntato su di lui addirittura per  far saltare il banco a Torino e vincere la gara in 10 contro 11. Una scelta coraggiosa e come detto, per poco vincente, visto che il ragazzino, dopo una discesa sulla destra, si è accentrato in area bianconera sul sinistro, calciando debolmente in mano a Szczęsny. I difensori della Juve, vedendolo schierato a destra, lo hanno fatto rientrare sul sinistro per calciare, non sapendo, magari, che quello è il suo piede preferito. Oddei ha calciato male, magari anche tradito dall’emozione, dell’occasione della vita capitata a pochi minuti dal suo esordio. Accentrarsi dalla destra per calciare di sinistro, è uno dei suoi marchi di fabbrica, utilizzato per segnare gol a raffica nelle giovanili e in Primavera.

D’altronde, le movenze sono quelle del suo idolo, Leo Messi, nome che aveva sul suo account Instagram, ‘Brianmessi’, fino a ieri sera, fino al suo esordio. Un account poi rinominato con il suo nome e cognome e da poche centinaia di follower, ora conta già diverse migliaia di seguaci. Messi il suo idolo, dicevamo, e chissà cosa avrà pensato quando ha vinto un contrasto, sottraendo palla all’eterno rivale, Cristiano Ronaldo.

Ma come è arrivato Oddei a calcare il campo dello Stadium di Torino? Una storia incredibile la sua. Il ragazzino ghanese giunse in Italia 7 anni fa, all’età di 11 anni, per ricongiungersi a mamma Jessica, che dal Ghana si era spostata in Italia a cercare fortuna.

Appena arrivato, Oddei ha provato ad iscriversi in una squadra giovanile, lui che a casa sua, ad Accra, aveva sempre giocato in mezzo alla strada e sognava, una volta in Italia, di condividere uno spogliatoio con dei compagni, un allenatore, un gruppo con cui crescere e migliorare. Dotato di una corsa eccellente e grande velocità nello scatto, Oddei si mette in luce e viene preso dal Maranello. Nella terra della velocità per eccellenza, della Ferrari, del Cavallino Rampante, un puledro ancora grezzo, era pronto a sfrecciare sulla fascia.

Dopo neanche un anno al Maranello viene notato da tanti club professionisti emiliano-romagnoli, ma è il Sassuolo a crederci più di tutti. Palmieri, responsabile del settore giovanile del Sassuolo, lo porta in neroverde, un sogno per il piccolo Brian che può allenarsi con grandi professionisti e affinare le proprie qualità. Qualità che subito sono note agli addetti ai lavori.

A suon di gol, nelle giovanili, il giovane brucia le tappe e nel 2017-18 viene aggregato in Primavera, insieme ai classe 2000 (lui è un 2002 ricordiamo). L’anno scorso è esploso, divenendo titolare del suo Sassuolo in Primavera 1, terminando il campionato con 3 gol e 8 assist. A quel punto, De Zerbi decide di osservarlo da vicino, di aggregarlo per un pò alla prima squadra e lui, dalla prima squadra, non se è più andato via. Spesso si allena insieme a Boga, per affinarne movimenti d’attacco e forza fisica.

Dopo tante convocazioni, la panchina a Napoli e con il Verona, è arrivata la gara con la Juventus, complice anche l’assenza di Berardi e qualche altro infortunio in casa emiliana. Il resto è storia di ieri sera. Oddei è pronto, è entrato in campo con la giusta emozione del 19enne (contro la Juve) ma con la determinazione di un veterano. C’è da migliorare in tanto, ma già in pochi minuti si sono viste tante qualità. Il Sassuolo è pronto a coccolarsi l’ennesima stellina lanciata dal settore giovanile, una stellina che corre veloce e che va di fretta, fretta di imparare e di giocare con i grandi. Un vero cavallino rampante, come è giusto che sia, per uno cresciuto nelle terre di Maranello.