Ultimo aggiornamento: mercoledi' 25 november 2020 00:19

Mourinho: “L’Inter è una famiglia, non penso di tornare. Il Triplete emozione unica”

16.11.2020 | 17:48

In una lunga intervista rilasciata all’inserto sportivo de Il Sole 24 Ore, Josè Mourinho ha ripercorso le tappe della sua carriera, parlando ovviamente della sua esperienza all’Inter e della conquista del Triplete nel 2010.

Queste le parole del portoghese: “Il momento più emozionante in carriera? Senza dubbio, battere il Barcellona con l’Inter per 3 a 1, il 20 aprile 2010. Per i giocatori, per me, per i tifosi, è stato il massimo. Eravamo una squadra di eroi. Abbiamo sudato sangue, ma alla fine abbiamo vinto, poi ci siamo confermati al Camp Nou, approdando in finale. Ma la vittoria a San Siro, all’andata, è quella che porto nel cuore”.

Il momento più difficile: L’eliminazione dalla Champions League quando allenavo il Real Madrid. Eravamo senza alcun dubbio la migliore squadra d’Europa, abbiamo vinto la Liga battendo tutti i record di punti e gol e avremmo vinto quella finale, ne sono certo. Ma quando Ronaldo, Ramos e Kakà sbagliano i primi tre rigori, sai che non è il tuo anno”.

Il decennale del Triplete: “Quell’impresa significa ancora tanto per me. L’Inter era la mia casa, la mia famiglia. Massimo Moratti era un amico, il mio presidente. L’impresa del Triplete è stata fantastica e resta indimenticabile. Dopo la finale di Madrid, se fossi tornato a San Siro per festeggiare con giocatori e tifosi non avrei mai lasciato l’Inter. Dire addio a una famiglia è una cosa molto difficile da affrontare. Dieci anni dopo, continuiamo a essere una famiglia. È stata questa la nostra forza anche sul campo, siamo amici e lo saremo per sempre. La sera in cui abbiamo vinto la Coppa la decisione era già stata presa: non potevo dire no al Real Madrid per la terza volta. Ma mi guardo indietro con grande serenità e orgoglio. Tornare? Non credo. È una sensazione, ma non penso che nel mio futuro ci sia l’Italia. È anche vero che il mondo del calcio è così imprevedibile, e non si può mai dire mai. In Italia, inoltre, vorrebbe dire allenare top club come Juve o Milan e questo non potrei mai accettarlo. Sono troppo legato all’Inter”. 

Foto: Twitter ufficiale Tottenham