Ultimo aggiornamento: venerdi' 05 giugno 2020 18:00

Mou: “I nemici dell’Inter non facevano rumore, piangevano. Perché non dico più che tornerò? Non sono pirla”

22.05.2020 | 12:55

Di seguito altri estratti dell’intervista di José Mourinho, ex tecnico dell’Inter oggi alla guida del Tottenham, in occasione del decimo anniversario del Triplete nerazzurro: “Il rumore dei nemici, che poi piangevano, era bellissimo: era più forte il tremore del rumore, e se ci pensa bene è la stessa cosa: quando c’è rumore è perché c’è paura. L’addio di Ibrahimovic? Il casino successe a Pasadena, il giorno dell’amichevole contro il Chelsea. Tormentone da giorni: ‘Ibra va al Barcellona, non va al Barcellona’, lui da super professionista quale è giocò 45’, ma poi nello spogliatoio disse: ‘Vado, devo vincere la Champions’. I miei assistenti italiani erano morti, i compagni non volevano perderlo. Ero preoccupato anche io, ma mi uscì così: ‘Magari tu vai e la vinciamo noi’. Ero stato un po’ pazzo, ma nello spogliatoio cambiò l’atmosfera. Poi dissi a Branca: ‘Se lui vuole andare a Barcellona, cerchiamo di prendere Eto’o’. Lui e Milito tatticamente potevano dare una diversità alla squadra. Perché ho smesso di dire che tornerò all’Inter un giorno? Lo so perché mi sta facendo questa domanda. Ma io non sono pirla…”.

Foto: Twitter ufficiale Tottenham